Mario Beretta: “Quando ho visto il sondaggio del Dream Team mi sono emozionato. Un ritorno a Siena? Mai dire mai..”

Più di 4800 tifosi hanno partecipato al sondaggio lanciato dal Siena Club Fedelissimi: trovare una Top 11 nel periodo d’oro bianconero (2000-2014) per comporre il calendario 2016 del club che verrà presentato prima di natale. A dirigere questa formazione è stato scelto, col 45% delle preferenze, Mario Beretta, che ha staccato nettamente Papadopulo (30%) e Conte (14%).

Mister, adesso ti tocca tornare ad allenare.
Sono pronto (ride). Quando si comincia?

Hai superato Papadopulo, l’allenatore della ‘lucida follia’, e Conte, attuale ct della Nazionale. Che effetto fa essere il numero 1 dei mister bianconeri?
E’ un piacere immenso, perché sei davanti ad allenatori che ho sfidato come avversario e che hanno fatto la storia della Robur. Il piacere è anche più grande per via dell’attaccamento che ho per Siena, che è la mia seconda città. Quando ho visto il sondaggio devo dire che mi sono emozionato.

Partiamo dal modulo, è stato scelto il 4-3-1-2 che tra l’altro conosci molto bene avendolo già utilizzato nella stagione 2007/08.
Sì, lo avevo utilizzato parecchie volte anche la stagione prima, con Cozza trequartista. Però l’anno dopo è diventato il modulo fisso. Direi che si sposa perfettamente con le caratteristiche dell’undici del Dream Team.

Ed eccolo l’undici: Pegolo in porta, Portanova e Mignani centrali con Zuniga e Del Grosso esterni; centrocampo a tre con Vergassola, Argilli e Taddei e Locatelli dietro Maccarone e Chiesa. Come si comporterebbe questa squadra in serie A?
Beh, di sicuro si salverebbe. Visto il livello del campionato di adesso potrebbe benissimo lottare dalla metà classifica in su. E’ una formazione con tanta qualità in tutti i reparti. Poi metà gli ho davvero allenati (Portanova, Vergassola, Locatelli, Maccarone e Chiesa, ndr) e Mignani lo ho avuto come collaboratore.

C’è qualcuno che manca all’appello, che magari lo mettiamo in panchina?
Tanti altri avrebbero meritato. Penso a Flo per il gol alla Fiorentina, e pure Kharja per lo stesso motivo. Frick fece due stagioni strepitose, Bertotto uguale dopo aver fatto la storia all’Udinese. E poi Ardito, che segnò per primo in serie A.  

A parte Vergassola, non c’è nessuno della rosa dell’ultima serie B.
I ragazzi di quell’anno li metterei tutti per quando hanno dovuto sopportare. Alcuni avevano pure giocato l’anno prima, come Rosina e Valiani, ma non sono stati in serie A col Siena per tanti anni. Credo che i tifosi hanno scelto non solo per la bravura ma anche per il tempo trascorso in bianconero, oltre al legame con la città.

Quando è stato presentato l’accordo tra Cagliari e San Miniato, hai detto che uno dei fattori che ti hanno spinto a cambiare ruolo nel calcio è stato l’anno doloroso prima della scomparsa dell’Ac Siena. Se in futuro ti richiamasse la Robur, ci sarebbe la possibilità di tornare in pista come allenatore?
Mai dire mai, non si può mai escludere niente nella vita. L’attaccamento che provo per Siena ci sarà sempre, se dovesse un giorno capitare l’occasione..

Un commento sulla Robur attuale?
La sto seguendo, per essere arrivata quest’anno in C si sta comportando bene. Sta lottando, ci sono tante partite ancora. Quando sono venuto un mese fa sono andato a trovare la squadra e ho visto un ambiente sereno, con un allenatore di qualità. Ci sono tutti gli ingredienti per fare un bel campionato e centrare l’obiettivo playoff.

Beh, Mario, allora grazie mille. A presto e buon lavoro.
Aspetta! Fammi salutare tutti tifosi e i Fedelissimi. Appena posso tornare a Siena mi farò sentire!

Giuseppe Ingrosso

Fonte: Fol