Mario Beretta: “La Robur deve ripartire da basi solide”

È stato il condottiero bianconero nell’ultima stagione, guidando una squadra che ha solo sfiorato i playoff e la conseguente opportunità di giocarsi la promozione in A. Ma Siena è nel cuore di mister Beretta, che ha continuato a seguire da vicino le sorti dei bianconeri. 

Ripartiamo dal passato: quale il rammarico maggiore e l’immagine simbolo della passata stagione?

Il rammarico è quello di non esser riusciti a raggiungere un obiettivo che ci saremo meritati tutti, dai giocatori allo staff, a coloro che lavoravano attorno a noi fino a tutto l’ambiente. Raggiungere i playoff sarebbe stata una gratificazione per tutti, a prescindere da cosa sarebbe successo e come sarebbe andata a finire. La fotografia è quella di una squadra formata da giocatori, ma soprattutto da uomini ch si è unita con tutti i tifosi e l’ambiente e ha fatto di tutto per raggiungere l’obiettivo preposto. Tutti insieme avevamo provato a fare qualcosa di importante, che purtroppo non siamo riusciti a compiere. Questo è un ricordo indelebile, l’aspetto più bello che rientra forse in modo maggiore nella sfera affettiva e che sono sicuro mi rimarrà sempre.

Venendo al presente, cosa ci vuole per ripartire al meglio dopo le note difficoltà e la mancata iscrizione?

Credo che la partenza sia stata positiva, anche se ci vorrà tempo e pazienza per ottenere risultati. Dal punto di vista tecnico c’è un allenatore come Morgia che ben conosce la categoria, un mister bravo e vincente. Parlando della società so ben poco di come si stia muovendo: penso però che sia fondamentale mettere basi solide da cui partire. Se il Siena, come tutti speriamo e ci auguriamo, verrà promosso, ci vogliono basi importanti su cui far leva, altrimenti si rischia di ripetere quanto successo. Credo però che Ponte, avendo già vissuto un’esperienza a Siena, saprà gestire nel migliore dei modi la situazione.

Tra i quasi 4000 abbonati bianconeri c’è anche Mario Beretta.

L’ho sempre detto, e a maggior ragione in un momento come questo, che mi sentivo e volevo essere parte integrante del tifo della Robur. Non alleno la squadra bianconera, ma ho voluto farne parte in qualche modo e dare il mio contributo.

Perché Siena non si dimentica facilmente

Senza dubbio e presto tornerò a Siena. Lo farò per il calcio, ma anche perché mi manca Siena: la città, gli amici, le persone che ho frequentato e che continuo a sentire e che da tempo non vedo. 

In conclusione mister, cosa vuol dire ai tifosi?

Saluto chiaramente i tifosi bianconeri e Siena in generale. Ma soprattutto voglio fare i complimenti: i quasi 4000 abbonamenti testimoniano l’amore verso i colori bianconeri ed è un dato che difficilmente si riscontra anche in categorie superiori. Da parte mia seguo sempre le vicende bianconere e non posso che fare un grande in bocca al lupo al mister, allo staff e alla società. Perché Siena merita di ritornare in alto.

Fonte: Il Fedelissimo