MARIO BERETTA ALLENATORE DELLA SETTIMANA

La schizofrenia del calcio: hai un allenatore che regala un gioco di prim’ordine alla tua squadra, agguanta, sia pure con un finale da mettere a repentaglio le coronarie, una salvezza che ad un certo punto sembrava insperata contrattualizzato fino al 2009  e che fai?. Per ringraziamento gli mandi un bel siluro ed assumi un trainer che viaggia nella massima serie con il deprimente curriculum di 0 (sic) vittorie in 14 gare.

Stiamo parlando, l’avrete capito tutti, del Siena by Monte dei Paschi colpevole di aver cacciato Mario Beretta per far salire sulla tolda di comando Andrea Mandorlini, reduce dagli esoneri di Bergamo e Bologna e dall’esperienza in chiaroscuro in C1 con il Padova. Mal gliene incoglie ai bianconeri che con l’ex libero di Ascoli e Inter agguantano appena 1 vittoria, nel derby con l’Empoli, in 12 gare e l’esonero diventa logica conseguenza. Ed ecco il dejà  vu  dell’uomo della provvidenza, alias Mario Beretta da Milano, ben accetto dalla squadra, in primis dai protagonisti della rocambolesca salvezza agguantata all’ultimo tuffo. Il tecnico milanese ci mette un amen a rinsaldare il gruppo, regalando un assetto tattico più razione con l’abiura al prediletto 4 4 2 per uno più spregiudicato 4 3 1 2 nell’intento, riuscito, di  valorizzare le indubbie doti tecniche di Locatelli. Anche le cifre testimoniano la svolta, arrivano 8 punti in 7 gare, netto passando in avanti rispetto ai 9 conquistati da Mandorlini in 12 uscite. E sono punti pesanti perché arrivati contro squadre sulla carta non alla portata dei “bancari” toscani: sconfitta all’esordio del “new deal” nel derby cromatico di Udine, poi due pareggi al “Franchi” con Lazio e Napoli intervallati dal clamoroso blitz di Genova sponda rossoblu. Ma che l’antifona è cambiata si nota soprattutto nel trittico che chiude il girone: sconfitta a Torino con recriminazioni varie, immeritata con l’Inter e poi la piratesca impresa di Palermo dove si vede la compattezza del gruppo. Il gol all’alba di gara di Amauri avrebbe steso un toro ed invece la formichina di Beretta ci mette un minuto a ribaltare il risultato cogliendo tre punti di platino nella lotta per non retrocedere. Adesso nella città del Palio sono arrivati elementi importanti come Riganò e Porta, sulla soglia di casa c’è l’ex genoano Coppola, tanta grinta in mezzo al campo, ma l’impressione è che il valore aggiunto sia proprio Mario Beretta, un tecnico che in serie A ha fallito solo a Verona sponda Chievo, ma fu esonerato dai gialli pandori a 3 giornate dal termine con i giochi in coda ancora tutti da decifrare, salvo compiere l’anno successivo la magistrale impresa di salvare il Parma avvilito dal crack Parmalat, con sulla spalla l’ombra di Valverde, bissata a Siena nella passata stagione. Se anche in questo torneo arriverà l’obiettivo salvezza, magari tramite il bel gioco e senza urlare sguaiatamente a complotti, secondo la ben nota correttezza del mister lombardo, gliela diamo in mano se non  una formula 1 magari una berlina al posto della solita, sgangherata utilitaria..? (Alessandro Guerrieri)

Fonte: gol.com