Marco Caputi: chi ha indossato la maglia della Robur non la dimentica mai

È cresciuto con Totti ed era considerato l’erede naturale di Carletto Ancelotti, ma un grave infortunio alla vigilia del suo esordio in serie A in Brescia-Roma, ne ha condizionato una carriera che prometteva molto bene. Marco Caputi, lucchese di nascita, ha disputato due campionati in maglia bianconera con grande rendimento tanto che nella stagione 96-97 si aggiudicò il Fedelissimo d’oro.

“È un riconoscimento che ancora oggi mi inorgoglisce. È il bellavista a casa mia, uno dei ricordi più belli della mia carriera”

Carriera che ancora continua….

“Si, mi diverto ancora ad inseguire il pallone e nonostante i miei 41 anni gioco ancora in Promozione”

Lucchese-Siena una partita che mancava da tempo….

“Sono nato a Lucca ma non ho mai indossato la maglia rossonera, a Siena ho trascorso due anni stupendi. La città mi ha adottato, grazie al Siena ho iniziato una carriera che poteva essere migliore ma che comunque mi riempie di orgoglio. Ho un solo rammarico, quello di non esserci stato nel periodo d’oro. Peccato, mi sarebbe piaciuto andare in serie B e poi nella massima serie con il Siena”

Segui ancora il Siena?

“Si, lo seguo con molto affetto. Mi è dispiaciuto molto quanto è successo, ma vedo che la risalita è già iniziata. La scorsa stagione ha conseguito una promozione che non era scontata vincendo anche il tricolore. Mi ha fatto molto piacere anche perché era guidata da un mio ex allenatore, Morgia, che ricordo ancora con grandissimo piacere”.

Lucchese e Siena, due storie diverse, due realtà diverse, che idea ti sei fatto delle due squadre?

“La Lucchese è una squadra quadrata, guidata da un tecnico giovane che sta trasmettendo entusiasmo alla piazza. Il Siena è più squadra e credo che alla fine sarà una delle compagini che disputerà i play-off. Me lo auguro di cuore perché la città e la tifoseria lo merita”

Siena ha voglia di risalire…

“È giusto ed è alla sua portata, ma ci vuole pazienza e umiltà. La Lega pro è un campionato molto insidioso, niente è scontato”.

Ti senti di fare un pronostico?

“Mi chiedi tanto, è impossibile da prevedere, ma penso che potrebbe anche arrivare la prima vittoria. L’importante è non perdere. Io tiferò Siena, è inutile che me lo chiedi. Chi ha indossato quella maglia non può dimenticarla, ti resta attaccata sulla pelle”. (Nicola Natili)

Fonte: Fedelissimo Online