Nel Siena ha iniziato a giocare, a Grosseto ha chiuso la carriera ed è rimasto a viverci. È un doppio ex Rolando Marchetti, 88 presenze e 16 gol in bianconero sul finire degli anni Sessanta. “Ho dei bellissimi ricordi di compagni meravigliosi: Monguzzi, Bastiani, Cocciuti, Missio…”, sottolinea al Fedelissimo Online. “Esordii ad Ancona, vincemmo 1-0. L’anno dopo entrai in pianta stabile in prima squadra, con Faccenda allenatore. Dopo due anni a Siena andai alla Ternana in B, ci stetti tre anni e l’ultimo anno ottenemmo la promozione in Serie A. Mi feci però male, la fiducia venne meno e mi cedettero al Novara di Parola. Poi conclusi la carriera al Grosseto.
Il periodo a Siena coincise anche con il servizio miliare.
Ero bersagliere alla Compagnia Atleti di Roma, il venerdì mattina mi davano il permesso e rientravo il lunedì sera. Il comandante della compagnia era un amico di un dirigente del Siena, riuscivo così ad avere licenze extra per allenarmi. A Roma comunque c’erano allenatori della Federazione, dei campi interni alla caserma pure un campo esterno, nel quartiere San Paolo.
Il tuo cuore è più biancorosso o bianconero?
Dopo tanti anni qui a Grosseto mi sento sempre un “infiltrato”, il cuore è sempre senese, anzi più che altro chianino (è nato a Bettolle, ndr). Mio figlio, i miei nipoti e i miei parenti sono tutti senesi e contradaioli, io sono contradaiolo della Chiocciola.
Hai mai giocato un derby Siena-Grosseto?
Sì, con la maglia del Grosseto, in C. Vincemmo noi e non venni accolto molto bene. Mi presero come un traditore. Ma adesso non ho più problemi, ho tanti amici da voi e per molti sono ancora il “Marchetti calciatore”, anche se ho quasi 80 anni.
Segui sempre il Siena e/o il Grosseto?
Lo seguo a modo mio, ogni tanto vado a vedere le partite del Grosseto. Questa partita non la vedrò, ma al ritorno ci sarò senz’altro allo stadio.
(Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
