MANITTA DA DISOCCUPATO A GIOCARE A SAN SIRO

Ci sono ancora persone in giro che si chiedono come mai il calcio è il gioco più bello (e seguito) al mondo. Basterebbero i risultati dell’ultimo turno di campionato per togliergli ogni dubbio. La grande Inter è stata fermata in casa dal Genoa, la Roma del Pupone nazionale ha perso a Udine e in testa alla classifica ci sono Udinese e Napoli due squadre sorpresa. All’estero ci sono altri esempi. In Inghilterra la matricola Hull è seconda insieme al Chelsea delle stelle, davanti ad Arsenal e Manchester United. In Germania hanno già ribattezzato l’Hoffenheim (primo in solitudine) il Chievo tedesco. Diciamo questo per ribadire che la popolarità del calcio è sita proprio qui, cioè nella capacità che squadre piccole possono fermare le grandi, molto più spesso che in tutti gli altri sport di squadra. Al di là del maledetto business, il calcio è fatto di storie, di piccoli e grandi eroi, di mille personaggi che hanno reso la sua storia grande e globalmente popolare. In questo mondo, ci sta anche la storia del portiere del Siena Emanuele Manitta. Il giocatore siciliano, reduce da un anno di Messina, a fine campionato si è trovato senza lavoro, vista la cancellazione della squadra giallorossa. I giorni passavano e per Manitta, appena trentunenne, si prospettava un’annata in poltrona. I primi di ottobre, però, arriva la chiamata del Siena, alla ricerca di un sostituto esperto per l’infortunato Elle. Per lui si prospetta un ruolo più da terzo portiere che da secondo, vista anche la presenza del giovane e promettente Jakkola. Nessun problema, sempre meglio che abbonarsi a Sky per vedere le partite. Il destino, però, è dietro l’angolo, e per Manitta, complice la squalifica di Curci, si prospetta debutto con la maglia della Robur e…che debutto! Emanuele sarà tra i pali mercoledì in quel di San Siro contro i galattici del Milan, il tutto dopo meno di un mese dalla firma del contratto, con alle spalle appena 8 partite di serie A con il Livorno nella stagione ’06-’07. Alla favola di Manitta manca solo il lieto fine, sta a lui ed ai suoi compagni scriverlo. Noi gli diciamo solo: in bocca al lupo! (Antonio Gigli)
Fonte: Fedelissimi