«È stata un’estate complicata, nel senso che ci è toccato aspettare. Abbiamo avuto anche un po’ di fortuna che è stata anticipata la riunione del Tar e abbiamo potuto iniziare il campionato in maniera quasi normale, a beneficio di tutte le società sportive e quindi anche del Siena stesso». A parlare, a margine del dibattito tenutosi ieri presso l’Auditorium Chiantibanca, è stato il presidente della Figc Toscana Paolo Mangini, intervenuto durante l’incontro sulla tematica “Lo Sport e la Costituzione”, promosso dall’Università di Siena e patrocinato da Chiantibanca. Mangini, intercettato dal Fedelissimo Online, ha ripercorso l’attesa affrontata dal Comitato Regionale per via dell’inserimento nel campionato di Eccellenza della Robur e che ha generato alcuni malumori: «Il problema non era il Siena, che ha fatto quello che doveva fare, ma le immissioni di società come in questo caso – spiega Mangini – dovrebbero avvenire prima. Le società del girone avevano fatto un programma a luglio. A settembre viene difficile modificarlo, quindi l’inserimento dovrebbe avvenire precedentemente. Ci dovrebbe essere un iter che tuteli un po’ tutti, quelli che entrano e quelli che già c’erano».
Mangini commenta anche lo stallo legato allo stadio “Artemio Franchi”, situazione che la Robur sta vivendo suo malgrado da oltre metà stagione: «Mi dispiace molto per questa vicenda. Quando non è utilizzato uno spazio pubblico, soprattutto di socialità e sportivo, è una grande sconfitta di tutti. Il “Franchi” – rimarca il numero uno del calcio toscano – è uno stadio bellissimo per il Siena e dovrebbe essere reso disponibile, anche perché gli eviterebbe di spostarsi. Mi piacerebbe che succedesse lo stesso anche per l’impianto sportivo dell’Acquacalda. Già ce ne sono pochi di impianti, ma tutto diventa più difficile se due tra i più importanti rimangono fermi a causa di una diatriba sulla quale non entro. Da uomo di sport e presidente della Federcalcio toscana ne avrei fatto volentieri a meno». Rimane una domanda: se non ci fosse stato questo impedimento e lo stadio fosse stato in mano all’amministrazione, per la Robur il destino sarebbe stato diverso dall’Eccellenza? Mangini non si sbilancia: «Questo non lo so. È stata una decisione del Consiglio Federale, non so quali siano stati i parametri», conclude. (Jacopo Fanetti)
Fonte: Fol
