MALESANI: CREDO FERMAMENTE NELLA SALVEZZA DEL SIENA

 

“Eccoci di nuovo qua, dispiaciuti perché se per la terza volta ci troviamo a presentare un tecnico, significa che i risultati non sono arrivati”. Inizia così Manuel Gerolin la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore della Robur. “Ringraziamo Baroni – prosegue il diesse bianconero -, perché al di là dei risultati stessi, ha lavorato bene già dalla prima settimana e ci ha dato una grossa mano in un momento di estrema difficoltà. Per quanto riguarda il nuovo mister, credo che non servano parole di presentazione…”.

Il nome di Alberto Malesani, in effetti, circola da una vita nel mondo del pallone. Anche se dal marzo del 2008 è rimasto a guardare i colleghi. Sempre in attesa della chiamata giusta.
“Avevo la possibilità di allenare altre squadre in Europa – ammette il nuovo tecnico del Siena –, ma la mia volontà era ricominciare in Italia. Agisco per istinto, la decisione di venire qua l’ho presa seguendo l’intuito. Credo fermamente che il Siena possa salvarsi, come nella storia è successo a tante altre squadre. Serve però la giusta serenità e la consapevolezza che se la situazione è quella che è, qualche errore è stato commesso, da parte di tutti: tutti dovremo dare qualcosa in più. Non mi spaventa il clima, ho lavorato in ambienti ben peggiori: siamo animali da guerra noi. Ma una cosa ci tengo a dirla: non è costruttivo per nessuno alimentare adesso polemiche e pregiudizi, serve tranquillità alla squadra, spirito positivo ed entusiasmo”. “Mi manca tanto il rettangolo verde – ammette il nuovo tecnico del Siena -. Amo il mio lavoro, pestare l’erba , allenare nel suo significato più pratico. Non mi piace invece tutto il resto, le polemiche e le tensioni che girano intorno al calcio: dire le cose in faccia spesso ti rende antipatico agli altri. Mi dispiace che spesso venga ricordato per i miei comportamenti istintivi e mai per i risultati raggiunti in carriera. In fin dei conti credo di essere l’ultimo allenatore ad aver vinto qualcosa a livello internazionale. So che la conferenza tenuta in Grecia è tra le più cliccate in Internet: in quel momento mi sono sentito di dover difendere una società prestigiosa come il Panathinaikos; un presidente, oggi, spende tanto per la sua squadra. Vedere il mio massacrato, mi ha fatto scattare, ho voluto difendere il lavoro di tutti". Parole urlate, non a vuoto. "Quelle dichiarazioni hanno comunque sbloccato la situazione, anche grazie ai risultati centrati dopo sul campo. Tanto, alla fine, sono sempre quelli che contano”. Legge basilare del calcio. “Mancano tante partite alla fine del campionato – spiega Malesani –, sono ottimista sul futuro del Siena, altrimenti non avrei accettato l’incarico. Con qualche risultato favorevole, anche chi adesso è qua fuori a gridare (il riferimento è ai tifosi presenti fuori dalla sala stampa a contestare ndr) smetterà e tornerà a festeggiare la squadra. Della rosa conosco tutti, anche se ho allenato soltanto Pegolo: l’ho fatto esordire in serie B a Verona. E’ migliorato tantissimo, sarà un bel duello con Curci. Per adesso, però, non voglio parlare di formazione, di numeri o altro: anche se l’amico Manuel Gerolin e il presidente Lombardi Stronati, che ho conosciuto ieri, mi hanno bene illustrato l’intero organico, voglio prima parlare con i ragazzi e vederli all’opera, già da questo pomeriggio che terrò il primo allenamento. La partita di domani, poi, sarà un buon test”.
“Se ho già chiesto dei rinforzi? No, perché prima voglio valutare bene gli elementi a mia disposizione – spiega l’allenatore bianconero -. Dopo andremo alla ricerca dell’equilibrio, intervenendo, nel caso sfoltire, per non avere esuberi da una parte e mancanze dall’altra”.
Sul motivo che ha fatto precipitare la Robur all’ultimo posto, Malesani ha un’idea ben precisa. “Quando questa estate si è protratta la conferma o meno di Giampaolo – sottolinea –, il meccanismo si è inceppato. Da lì, poi, è stato un susseguirsi di problemi. Credo ci sia anche qualche cosa da rivedere a livello tattico, ma ripeto, è ancora presto per parlarne. Per quanto mi riguarda, le vittorie più importanti, le ho centrate con la difesa a tre, ma ho fatto bene anche con altri sistemi di gioco: credo che un allenatore sia grande, se riesce a utilizzare diversi moduli, trovando quello giusto per le caratteristiche della squadra che ha a disposizione”.
E a proposito di grandi tecnici… “Marco Baroni è un mio caro amico – conclude Malesani –, ho avuto la fortuna di svezzarlo a Verona, era il mio vice. Ora che è tornato alla Primavera, mi darà una grossa mano in questa avventura. E’ un grande uomo e diventerà anche un grande allenatore”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line