MALESANI: CI CREDIAMO PIU’ CHE MAI, ORA SERVE CONTINUITA’

In quella che considera un’impresa possibile e una sfida personale, Alberto Malesani, il primo piccolo obiettivo l’ha centrato: la sua Robur ha vinto le due sfide casalinghe contro Catania e Udinese, ha lasciato l’ultima posizione e sembra aver scacciato le paure di tanti mesi. La graduatoria non è ancora incoraggiante, ma il morale, adesso, è alto.
Mister, cosa le viene da dire guardando la classifica, sempre che la guardi?
“E’ impossibile non gettarci un’occhiata. Trovarsi tanto in basso fa paura. Il calcio però è un mondo particolare: i bilanci si fanno settimanalmente e non annualmente. In sette giorni può succedere di tutto: le partite si giocano sempre undici contro undici e ogni gara ha una storia a sé. I rischi sono tanti, in negativo, ma anche in positivo. Basta un flotto di risultati e anche la classifica torna a sorridere”.
Quanto è cresciuta la squadra dal suo arrivo?
“Da quando sono qua ho avvertito una crescita costante: abbiamo toccato il fondo con il Novara e da lì stiamo a piccoli passi risalendo. Contro l’Udinese ne abbiamo fatti due o tre in avanti, domenica a Palermo dovremo proseguire nel cammino. La continuità sta alla base di tutto. Dobbiamo continuare con grande unità di intenti e faticare negli allenamenti, non possiamo permetterci rilassamenti. Ci vuole un attimo per ricadere”.
La crescita è stata anche mentale?
“Sì, lo è stata soprattutto mentale. Siamo vivi, stiamo dimostrando che il Siena non è quella squadra da sei punti in tredici giornate. Non è neanche una squadra da alta classifica: è un gruppo che può giocarsi ampiamente la salvezza, come è successo negli anni passati. L’importante sarà non abbassare la guardia: serviranno tanti punti, quest’anno, le altre pretendenti stanno marciando forte. E’ un campionato difficile, anche per le grandi. Basti pensare alla Juve. Batte l’Inter e poi dopo due partite è sotto accusa”.
E’ la testa quindi, a fare la differenza…
“Nel mondo del pallone tutto sembra facile agli esterni, a chi ne parla al bar. Chi ci vive dentro quotidianamente sa invece che la nostra è una delle professioni più complicate. Il calcio è un mix tra risultati sportivi e finanziari, gioco, divertimento e punti. Il calcio non è un’orchestra, come si dice: se i musicisti sbagliano, si prendono i fischi e finisce là. Se una squadra fa male retrocede e il danno economico è notevole”.
Quale reparto ha contribuito maggiormente alla conquista di due vittorie consecutive?
“Per una volta voglio essere scontato: tutti e tre. I difensori hanno commesso meno errori, il centrocampo è stato più solido e gli attaccanti, che hanno lavorato tanto in fase difensiva, sono stati bravissimi. Se continueranno ad essere tanto disponibili, potremo continuare a giocare a trazione anteriore. L’importante, però, è che il gruppo sia coeso: sia dal punto di vista tecnico tattico che motivazionale. Le motivazioni stanno al centro di tutto: in una squadra compatta se un giocatore vede l’altro correre, corre anche lui. Mi fanno ridere gli attaccanti che dicono: ‘non ce la faccio, perché se mi affatico troppo, poi perdo lucidità al tiro’. Questa non è altro che una scusa. Alla Fiorentina ho chiesto sacrificio a Oliveira e a Batistuta: in quell’anno segnarono tantissime reti. E poi basti guardare Maccarone”.
Cioè?
“Maccarone, a sinistra, ha trovato la sua posizione. Corre come un ragazzino per difendere, però segna anche. La lucidità ce l’ha eccome. Ha voglia, ci crede, come tutti noi. Non dobbiamo cadere nei tranelli, dovremo essere più forti della sfortuna e di tutto il resto”.
Servirebbe un’ala destra dalle caratteristiche di Big Mac?
“No, ho tante soluzioni in quel ruolo. E comunque non mi va di parlare di mercato. Ho le idee chiare su ciò che serve e le ho riferite alla società. I ragazzi che ho a disposizione stanno facendo molto bene e preferisco concentrarmi sulle prossime partite, che sono al momento la cosa più importante”
Anche Giampaolo usava le sue stesse parole, ‘gli attaccanti devono essere i primi difensori’: dove la differenza?
“A parte che il primo anno che è stato qua Giampaolo ha fatto benissimo. E comunque lui giocava con due punte e il trequartista, non con le tre punte. E’ diverso”.
Ha già iniziato a visionare il Palermo?
“Sì, questa mattina. Tanta roba: a Milano ha vinto a mani basse. E poi basta dare un’occhiata ai nomi per accorgerci del livello: Miccoli, Pastri, Cavani, Simplicio, Liverani…”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line