“La prima cosa che ho detto quando mi sono ritrovato con i ragazzi l’anno scorso è che rappresentavamo una città e una piazza importanti, che ha calcato i campi veri, e che era una grossa responsabilità. Il minimo a Siena era vincere il campionato di Eccellenza”. Alla serata organizzata dai Fedelissimi per i 120 anni di storia del Siena era presente anche una rappresentanza della società attuale, capitanata da mister Lamberto Magrini. Il tecnico bianconero, affiancato a cena da Giuseppe Papadopulo e Mario Beretta, ha ribadito quanto orgoglio porti con sé rappresentare la Robur: “Sono onorato di essere l’allenatore del Siena quando di fronte a me ci sono allenatori che hanno fatto la storia. Riflettendoci, forse l’arrivo a Siena è stato un po’ il premio a tutta la mia carriera. Rappresentare il Siena per me è il massimo, un motivo di orgoglio eccezionale, anche se per il Siena l’Eccellenza è stato il minimo storico”. “Mi scuso ancora – aggiunge il mister – per le quattro giornate di squalifica, i propri errori vanno riconosciuti. Ma io gioco la partita con i miei ragazzi e questo a volte mi porta a dire cose che non vanno dette. Sono convinto che ancora abbiamo qualcosa da dare, vorrei dare al pubblico ancora tante soddisfazioni. Se tutti insieme lavoriamo per raggiungere un obiettivo possiamo farcela, dobbiamo desiderarla una cosa. Porto sempre un esempio ai miei giocatori: vengo da una famiglia povera, desideravo una bella casa e me la sono costruita facendo il muratore, il falegname e l’elettricista, con tanti sacrifici. Se i calciatori riescono a capire l’aspetto umano, con tanti sacrifici possiamo portare tante soddisfazioni. Non veniamo da un momento bello, ma vedere la gioia negli spogliatoi dopo la vittoria a Figline mi ha fatto capire una volta di più quanto questi ragazzi siano felici di rappresentare Siena”. (J.F.)
Fonte: Fol
