Madioni: «L’amore per il calcio è sempre forte»

Nell'ambito del rinnovamento che la Figc sta portando avanti e che prevede l'inserimento di un impiegato per ogni Delegazione Provinciale, al fine di garantire una presenza fissa all'interno dei Comitati, è stato delegato come Presidente della Figc di Siena e Provincia Maurizio Madioni, una persona, che, data l'acquisita esperienza, trasparenza e correttezza dimostrata nel ruolo, gode della stima della quasi totalità delle società senesi.

È un periodo difficile per il calcio nazionale e, in particolare, per quello della nostra Provincia…
«Sì devo ammettere che questo per la nostra Provincia è uno dei momenti più critici da affrontare. Le vicende dell' Ac Siena rischiano di ripercuotersi in maniera pesante anche sulle Società dilettantistiche, che ottenevano dalla Robur diversi `soldini' per le locazioni degli impianti sportivi e la compra-vendita dei giovani calciatori. Non voglio pensare che il Siena non si iscriva alla serie B, perché sarebbe veramente una grossa perdita di prestigio per la città e, non di meno, per la nostra provincia. Spero che si trovino gli accordi necessari per continuare questa splendido sogno che per molti anni abbiamo avuto modo di vivere. Non conviene a nessuno far cessare una storica società che è stata ed è il fiore all'occhiello del territorio senese, ma anche della Toscana».

Quante società dilettantistiche e giovanili abbandoneranno il calcio?
«Il periodo che stiamo vivendo in Italia è difficile per tutti, alcune società abbandoneranno momentaneamente i campionati di competenza, ma si dedicheranno ai settori giovanili per risparmiare un po' e per ricreare una forza all'interno al fine di preparare i giovani ad affrontare impegni più competitivi. Qualche società di terza categoria lascerà la Figc, ma altre si stanno affiliando ed iscrivendo; segno evidente che ancora rimane solido e forte l'amore verso il calcio, che nonostante tutto è lo sport più popolare e più seguito».

Nella nostra Provincia non nascono più talenti calcistici. I settori giovanili sono di modeste dimensioni e cominciano a risentire del calo demografico che si sta registrando in tutta Italia. Quali iniziative devono essere affrontate per superare questo problema?
«Ci sono moltissime società che con sacrifici e sforzi individuali dei dirigenti partecipano ai campionati giovanili, ma senza darsi precisi obiettivi e molto spesso senza una continuità. Per quanto sarà possibile, cercheremo di favorire o, per meglio dire, di incentivare forme di aggregazione tra piccoli paesi territorialmente non distanti tra loro. Fondendo le energie e mettendo insieme i ragazzi si dovrebbe favorire la crescita di squadre per renderle più' competitive a livello regionale ottenendo nel contempo la crescita tecnico-agonistica dei ragazzi. Partecipando ai campionati regionali con migliori risultati si potrebbe ottenere quella `vetrina' che risulta essere carente in una piccola città come è Siena».

Si sente sempre dire che i rapporti tra le società dilettantistiche e l'Ac Siena non sono dei migliori. Si preferisce andare ad offrire i ragazzi più interessanti a società di altre province, anziché indirizzarli verso la società bianco-nera, che opera nell'ambiente professionistico da tanti anni…
«Questo, in parte, è anche vero. L' Ac Siena essendo la realtà professionistica più importante della Provincia, senza dimenticare il Poggibonsi, dovrebbe essere un punto di riferimento per tutte le altre società, in particolare per quanto riguarda il settore giovanile. E' nostra intenzione promuovere un incontro con i dirigenti della società bianconera per capire quali siano le azioni da intraprendere affinché vengano instaurati nuovamente buoni rapporti con le società dilettantistiche delle zone più distanti dalla nostra città».

Fonte: La Nazione