Maddaloni: “Voglio creare una mentalità vincente, la squadra ha potenzialità non ancora espresse”

Giornata di presentazione per Massimiliano Maddaloni, da ieri nuovo allenatore del Siena. L’ex collaboratore di Marcello Lippi ha parlato davanti ai giornalisti nella sala stampa Renzo Corsi dello stadio ‘Artemio Franchi’. Queste le sue dichiarazioni:

Cina – “Calcisticamente è un mondo completamente differente. Quando sono andato abbiamo dovuto velocemente capire cosa andava fatto in una cultura calcistica inizialmente indietro. La principale difficoltà era trasmettere concetti a calciatori tramite traduttori che non sapevano niente. L’arma vincente è stata cercare di semplificare tutto facendo un lavoro che in un anno e mezzo ci ha portato a vincere una Champions e a fare una semifinale dell’intercontinentale con il Bayern di Guardiola”.

Giovani – “Sentirmi dire che sono dieci anni che non alleno è come dire non aver seguito il processo di formazione. Ho sempre avuto una predisposizione a voler lavorare con i giovani. In questa rosa ci sono giovani di qualità, vanno fatti crescere sia nel contesto globale che specifico, quindi faremo anche allenamenti specifici. Nel mio periodo cinese, Lippi mi ha dato anche il compito di essere il primo allenatore dell’under 23 e della under 20”.

Siena – “La squadra l’ho vista tre volte, con Pistoiese, Fermana e Pescara. Le ho viste perché in questo periodo ho visto tutto, gli orari sfalsati della C permettono di seguire più partite (interviene il direttore Perinetti che precisa: «Non era stato allertato per vedere le partite del Siena. È casuale»). Conosco tutte le squadre del girone. In questo periodo sono stato a vedere partite un po’ ovunque, a Pescara, Lucca, Carrara… Mi sono fatto un’idea, questa è una squadra che ha dei valori. Al momento qualcuna è più avanti, ma secondo me il Siena se la può giocare con tutti. Dobbiamo trovare i presupposti per creare la consapevolezza di imporre la nostra mentalità”.

Obiettivo – “Parto col dire che questo è un gruppo unito, e lo ha dimostrato nell’ultima partita con il Pescara in 10 vs 11, dove se c’era una squadra che doveva vincere era il Siena. La base è importante. Il nostro obiettivo è dare a questa squadra una consapevolezza migliore. Secondo me ha potenzialità ancora non del tutto espresse. Questo non vuol dire che Gilardino non l’abbia fatto. I numeri dicono che non è una squadra in crisi, ma forse ha bisogno di esprimere potenzialità che ancora non si sono viste”.

Serie C – “Sì, ho continuato a seguirla anche a distanza. Soprattutto gli ultimi tre anni in nazionale, anche io prendevo una pausa e tornavo in Italia a girare i campi. Sono uno che non ha mai mollato niente, ho sempre cercato di approfondire. Sia a livello italiano che internazionale è importante capire come si evolvono le situazioni”.

Principi – “A me piace un calcio in cui in fase di non possesso si abbia la capacità di aggredire l’avversario. Nel momento in cui abbiamo palla, invece, di creare i presupposti in cui si abbia la personalità per gestire le situazioni di campo. In sostanza una squadra che abbia il dominio e la capacità di imporre la propria mentalità. Ma queste sono parole, nel calcio servono i fatti. L’allenatore più bravo è quello che vince, non quello che parla”.

Rosa – “Questo organico è stato fatto in 20 giorni e molto bene. In questo momento penso che la rosa sia adeguata alla categoria. Devo iniziare ad allenare i giocatori per capire il materiale a disposizione, perché vedendoli da fuori si possono avere altre impressioni. Non ci sarà nessuna rivoluzione, tanto che il nostro staff ha voluto confermare persone che erano già qui”.

Calciatori – “Li conosco tutti, qualcuno si porta dietro una storia ad alti livelli, poi ci sono giovani di qualità e altri buoni giocatori di categoria. Alcune partite le ho viste, altre le ho seguite tramite Wyscout. L’idea a livello tattico ce l’ho in testa, devo capire se sia la strada giusta. Molte volte, come ho detto, ci sono giocatori che non riescono ad esprimere certe qualità perché, più che tatticamente, hanno bisogno di qualcosa di diverso mentalmente”.

Vice allenatore – “Io non ero un vice allenatore. Dico solo una cosa, e non per presunzione. Negli ultimi tre anni Marcello Lippi aveva firmato un contratto e stava e casa, ero io che allenavo al campo”.

Mentalità – “Gli infortuni sicuramente hanno condizionato, la partenza veloce anche. La squadra deve solo trovare auto consapevolezza e cercare di crescere come collettivo e singolarmente per giocarsela con tutti. Noi non abbiamo paura di nessuno perché siamo il Siena, e il Siena gioca per vincere. Ma bisogna creare questa mentalità”.

Campionato – “In questo momento la Reggiana la vedo avanti rispetto a tutte. Poi c’è una fascia di squadre che possono lottarsela fino all’ultimo, tra cui anche noi. La dimostrazione che questo è un campionato difficile è data da squadre come l’Imolese, che con tanti giovani mette in difficoltà tutti. Al di là del valore ci sono anche componenti che bisogna prendere in considerazione”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol