‘ma guarda il Siena’: D’URBANO PRESENTA IL SUO LIBRO

 

Il progresso e le scoperte sono il frutto di intuizioni. L’intuizione ce l’hai per istinto, ma rimane fine a se stessa se non hai il coraggio di metterla in pratica, spinto dalla voglia di stare un passo avanti agli altri. “Lavorando con Tomba dovevo fare prima di lui per non essere un uomo morto, dovevo avere la capacità di proiettarmi nel futuro: ho così capito che nello sport è necessario attrezzarsi per qualcosa di diverso”. Ecco come Giorgio d’Urbano spiega la nascita del Bodytech, il laboratorio di valutazione e programmazione dell’allenamento al servizio dello sport e del calcio, di prevenzione e di recupero degli atleti, “fiore all’occhiello della Robur”. Oggi, il preparatore atletico bianconero, ha presentato ‘ma guarda il Siena’ il libro che ha scritto per svelare tutti i ‘segreti’ del centro: una pubblicazione per tecnici, certo, ma anche pagine che possono stimolare la mente del profano, aprirla a domande e alla curiosità. E magari a una nuova intuizione. “Se il Bodytech è una struttura che richiama tanta attenzione (ha ospitato il Barcellona, tanto per fare un esempio) – spiega D’Urbano -, è perché nel tempo si è evoluta, grazie all’interscambio delle idee dei collaboratori: si parla di professionisti con esperienze a livello internazionale, da Andorlini a Bonifazi, da Causarano a Orlandi e Kindt. Grazie al nostro lavoro d’equipe quest’anno abbiamo registrato un calo dei traumi del 40 per cento. Operiamo non solo a livello fisico, ma anche mentale, grazie alla presenza del Bodytech Mind di Zerbini: in una squadra l’aspetto psichico, i rapporti tra le persone, la cura dell’attenzione e della concentrazione sono importantissimi. Noi possiamo intervenire grazie all’utilizzo di apparecchiature all’avanguardia e di una ricerca continua che, secondo me, è alla base del calcio moderno”.

Il titolo. ‘ma guarda il Siena-La programmazione e la valutazione dell’allenamento nel calcio’: “L’idea di intitolare così il libro mi è venuta leggendo un articolo della Gazzetta dello Sport sulla ‘macchina della verità’ utilizzata per la prima volta proprio da noi in ambito calcistico. L’articolo, come richiamo in prima pagina aveva proprio questa frase: ‘Ma guarda il Siena’… come dire… ‘Che strano che proprio una piccola realtà, sia dotata di strumenti tanto sorprendenti…’. In effetti il Siena non può vantare il budget di tanti altri club e se vuole reggere la competizione con le società più grandi, deve necessariamente programmare e intervenire in maniera minuziosa su ogni più piccolo particolare. Il Bodytech serve proprio a questo. L’inter, per esempio, ha grandi campioni, che possono da soli reggere più competizioni. Noi dobbiamo mettere le ali alla squadra in termini di rendimento ma anche di valorizzazione di un prodotto commerciale e di immagine. Il tutto grazie all’Ac Siena, nella speranza che con la nuova proprietà il migliorabile possa essere migliorato, e ai diversi sponsor che ci permettono di andare avanti. Non è un caso che alcuni campioni dello sport abbiano bussato alla nostra porta: la pallavolista Tai Aguero, la sciatrice Daniela Ceccarelli, la nazionale italiana di bob. Il fatto che altre squadre italiane non cerchino di dotarsi di una struttura come la nostra dipende dalla filosofia di base. Devi credere nel progetto. Molti club preferiscono affidarsi a uno staff esterno, dell’allenatore, che può pure raggiungere ottimi risultati, ma che alla fine se ne va e non lascia niente. Il Siena ha invece puntato su una struttura umana interna che permane e porta avanti il lavoro”.

Pagina 2, i ringraziamenti.
‘Un mio personale e particolare ringraziamento alla città di Siena dove vivere è un privilegio’: “Ho espressamente chiesto all’editrice di mettere queste parole all’inizio del libro perché… a Siena sto bene. Semplice. A Siena sto davvero bene. Quando sono stato chiamato dalla società avevo già praticamente firmato un contratto con lo sci. Nonostante avessi precedentemente lavorato nel calcio, con l’Atalanta e la Pro Vercelli, ero molto titubante. Ho accettato con diverse riserve. Invece questa città ha superato ogni mia più rosea aspettativa. Ho vissuto in tanti posti, da Milano a Londra. Ma come qua non sono mai stato da nessuna parte. E per la mia famiglia è lo stesso. Non so se voi senesi vi rendiate conto di quanto siete fortunati…”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line