Lunga intervista di sannino a TMW

Quando parla ai suoi collaboratori dice che "è tutto scritto". Lo era anche la mancata promozione del Varese in serie A. Perché lui non è scaramantico, ma fatalista. Giuseppe Sannino, allenatore del Siena, ai microfoni di TuttoMercatoWeb traccia un bilancio della stagione bianconera. Con uno sguardo al futuro.

Sannino, dopo la piccola flessione vi siete ripresi: 4-1 sul Palermo e 3-0 sul Cagliari.
"Non parlerei di flessione e neppure di risultati eclatanti. Ma di un percorso tutto nostro, perché il Siena è partito per salvarsi e nel momento in cui pensa di far bene contro Lecce o Catania, per episodi e anche per dabbenaggine, paghi. Mentre contro Palermo e Cagliari abbiamo compensato ciò che era accaduto prima. Ci sono sette squadre da ventinove e trentadue punti e quindi adesso non è più una corsa a quattro. Lecce, Novara e Cesena non sono come noi, ma il gap si è ridotto. Poi ci sono tanti scontri diretti. Un conto è giocarsela fra tre e quattro squadre e un altro con tante".

Qualcuno era già pronto a criticarla per aver lasciato Calaiò in panchina, contro il Cagliari. I fatti però le hanno dato ragione.
"Penso sempre a mettere i ragazzi in condizione. Calaiò è andato in panchina perché eravamo sicuri che entrando avrebbe fatto bene. Penso che ci sia anche tanta psicologia nelle cose. Voglio che nessuno si assuma tante responsabilità, Emanuele è un punto di riferimento, come lo sono tanti altri. Il Siena purtroppo o per fortuna, ha tutti giocatori di spiccata personalità e non uno solo che si evidenzia più degli altri. Quando Calaiò è entrato ha fatto gol e quello che doveva fare nei confronti della squadra. Non è stata una scelta impopolare, ma suggerita dal momento".

A Varese prima delle partite portava i giocatori a pranzo sempre nello stesso ristorante. A Siena invece, ha scaramanzie particolari?
"(sorride, ndr). Non sono scaramantico, ma fatalista. A Varese era la società a stabilire il ristorante. So che nel calcio vige la regola di fare la stessa cosa quando vinci e cambiare quando perdi. Io però penso che la cosa migliore sia lavorare, anche se tante volte a fare tutto è il fato. Non bisogna quindi prendersela più di tanto. Sogliano invece è molto scaramantico (sorride, ndr). Ed ecco perché andavamo sempre nello stesso ristorante (sorride, ndr)".

Il Milan, all'Emirates, deve aver fatto parecchi scongiuri.
"Quando tutto sembra già fatto e sicuro, nel calcio accade l'imponderabile. Questo fa capire che non è sempre come la vediamo noi. L'importante è che il Milan abbia superato il turno. Il resto è aria fritta".

L'altra milanese, l'Inter, non vive un momento felice.
"Bisognerebbe vivere la società. Non vorrei passare per chi si intromette nei fatti degli altri. Sicuramente l'Inter è il dovere di essere sempre tra le prime, ma non so cosa sia successo. Ranieri però è un grande allenatore, in grado di gestire la situazione".

I nerazzurri hanno scaricato Destro troppo in fretta.
"Non ci penso, a me interessa solo una cosa: mi auguro che abbia la testa al Siena e non dia retta alle sirene di mercato. Deve solo sentire chi vuole farlo migliorare. L'importante è vivere di luce propria e per questo Mattia deve lavorare ancora tantissimo, spero quindi che stia sempre concentrato sul lavoro sul campo così da prendersi i calci nel sedere dal suo mister (sorride, ndr) e cercare di diventare in futuro un punto di riferimento del calcio nazionale".

Il suo futuro sarà ancora in Toscana? La accostano al Genoa, con Sogliano direttore sportivo.
"Non ho mai visto più in là del giorno dell'allenamento. Non so cosa potrà succedere domani, vivo il presente, fatto di concretezza e praticità. Reputo Sogliano un grande amico perché abbiamo vissuto tre anni straordinari, ho sempre detto che è uno dei ds giovani con più passione per il suo lavoro. Ci vediamo fuori dal campo e l'amicizia ci porterà a farlo sempre. Il lavoro però è un'altra cosa e non dipende solo da noi". (Alessio Alaimo)
Fonte: Tuttomercatoweb