LUCI ED OMBRE

In soli tre giorni non si poteva pretendere la luna dal nuovo mister Baroni, eppure qualcosa lo abbiamo già visto. L’esasperante 4-3-1-2 di Giampaolo ha trovato in un 4-4-1-1 una soluzione alternativa, così ci auguriamo sia per il futuro. Il gioco sulle fasce ha avuto più sbocchi di altre volte e qualcosa di più ne è venuto fuori. C’è ancora tanto da lavorare, visto che se il pareggio in rimonta, fatto questo eclatante per il Siena degli ultimi due campionati, è pur sempre un risultato positivo, fatto è che la vittoria oggi ci avrebbe permesso di effettuare un bel recupero nei confronti degli avversari diretti.

Proprio dagli altri campi sono arrivate le notizie più belle. Dopo gli exploit delle ultime domeniche, Atalanta, Livorno, Catania e Bologna sono tornate sulla… terra, perdendo tutte quante. La salvezza sarà un affare tra queste formazioni e non sarà per niente facile, ma oggi vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno anziché vuoto.  Il futuro dirà se la scelta di Baroni sia stata positiva, una scelta dettata dal fatto, come ha sottolineato il presidente, che il mister conosce già l’ambiente ed i ragazzi a disposizione. Un altro fatto assodato, però, è che a gennaio la rosa va sfoltita di qualche giocatore di troppo e arricchita in qualità, per cercare di sopperire a evidenti lacune.

Da sottolineare, sempre volendo guardare i lati positivi, l’ottima forma di Maccarone, sempre più determinante per gli assetti del Siena e capace da solo di far reparto. Da rivedere Ghezzal sulla fascia, autore di una prova discreta (sempre meglio che trequartista), così come quella di Reginaldo. In attesa dell’oggetto misterioso Paolucci, godiamoci l’esordio di Larrondo, aspettando ancora i vari Garofalo, Genevier, Parravicini (in bocca al lupo).

Da oggi in poi è impossibile fare pronostici o stilare tabelle, si vive alla giornata, consci delle difficoltà, ma certi di avere un gruppo di giocatori che in campo, questo non si può assolutamente negare, non tolgono la gamba. Per questo la squadra va incitata sempre e comunque, al di là di quella che può essere la contestazione verso le scelte societarie. Noi (tifosi) e loro (giocatori) dobbiamo crederci e viaggiare sullo stesso binario, altrimenti le speranze diminuiscono ulteriormente e da qui a giugno si rischia l’esaurimento nervoso.

Concludiamo con un piccolo appunto verso i tifosi laziali. Seppure non è in atto nessun tipo di gemellaggio, mai è avvenuto nulla tra le nostre due tifoserie. Abbiamo sempre ricordato con commozione la figura di Gabriele Sandri, e per questo non abbiamo capito il coro offensivo che è partito, seppur brevemente, dalla curva laziale, al quale noi non abbiamo risposto. Misteri del calcio. (Antonio Gigli)

Fonte: Fedelissimo Online