Lucchese in crisi societaria, tagli alla rosa e futuro molto incerto

Per la Lucchese non sembra esserci pace. Dopo il deferimento per non aver versato entro il 17 ottobre u.s. gli stipendi di luglio e agosto e non aver documentato l’avvenuto versamento delle ritenute Irpef e Inps, un'altra tegola si è abbattuta sul sodalizio rossonero.

Venerdì sera si sono incontrati i soci della Lucchese Libertas e dalla riunione è emersa la volontà del presidente Andrea Bacci di non procedere alla necessaria ricapitalizzazione per  ripianare le perdite di esercizio 2015-2016, pari a circa 500 mila euro.

Andrea Bacci ha in mano l’87% delle quote societarie, una parte direttamente (33%) e il rimanente (54%) attraverso la COAM, società recentemente entrata nel mirino della Guardia di Finanza. La parte mancante delle quote sono in mano a un gruppo di imprenditori locali, Lucchese Partecipazione, Lucca United, Città Digitali e Moreno Micheloni, soci appassionati, che versando 290 mila euro entro il 16 dicembre u.s. hanno dato ossigeno alla società, ma non in grado di rilevare le quote di Bacci e condurre da soli la società.

Due sono le date cruciali per la società, il 28 gennaio per ricapitalizzare e il 28 febbraio per il passaggio delle quote in mano a Bacci.

Se nessuno si farà avanti la strada più probabile è quella che conduce alla messa in liquidazione della società con la nomina di un curatore fallimentare che avrà tempo fino a giugno per far ripartire la società.

La crisi si ripercuote, ovviamente, anche sulla rosa e  il mercato invernale sarà utilizzato dal DS Obbedio per ridurre al minimo i costi di gestione.

Fonte: FOL