LOTTIAMO SU TUTTI I FRONTI! NON ABBANDONIAMO LA NAVE

C’è un peso che ci tormenta da molte settimane, un mattone che si è piazzato sullo stomaco e che non riusciamo a rimuovere.

Chi ama la Robur come noi, e più di noi, non può non avere l’animo lacerato dalla tristezza più cupa, non può evitare di guardarsi indietro e rivivere tutta la strada percorsa negli ultimi 10 anni.

E’ sempre antipatico catalogare i tifosi secondo gli anni di militanza, non l’abbiamo mai fatto e rifiutiamo fermamente  questo sterile esercizio di autocelebrazione, ma è indiscutibile che chi seguiva la Robur negli anni piatti e senza prospettive ante-sogno, viva questo momento con maggiore tristezza e malcelata preoccupazione.

Lo spettro di ritornare ai tempi in cui, tristi piccole fiammiferaie assistevamo da lontano, con il naso attaccato alla finestra, al gran banchetto del calcio, aleggia su di noi, se non come prospettiva reale – questo non possiamo saperlo – sicuramente come incubo ricorrente.

Ci hanno soffocato l’entusiasmo, annullato la gioia, distrutto il morale e questo non perché la retrocessione potrebbe essere il triste epilogo di questa stagione – proprio per la nostra lunga militanza sappiamo chi siamo e da dove veniamo – ma perché bastava poco per prolungare il nostro sogno.

In questo festival degli errori che siamo costretti a subire il nostro stato d’animo è sottoposto a dura prova, soprattutto per la fiducia che avevamo riposto in questa società in virtù dei risultati che, indubbiamente, avevamo raggiunto.

Siamo frastornati da questo mulinare di sentimenti che albergano in noi, accecati dalla rabbia, annichiliti dalla delusione.

Ma dobbiamo fare ricorso a tutte le nostre residue risorse per evitare di cadere nell’autocommiserazione e aspettare impotenti, una sentenza che sembra già scritta.

Non siamo tra coloro già convinti di essere retrocessi, non ci arrendiamo, lotteremo fino a quando sarà possibile coltivare la speranza; nonostante tutto siamo riusciti a salvare il nostro orgoglio e la nostra fede e a questi valori dobbiamo ricorrere per non trasformare in un incubo le prossime 25 domeniche.

Oggi arriva Malesani, il terzo tecnico della stagione (…fino ad oggi….) che si è tuffato in un’impresa a dir poco ardua.

La sua scelta non ha sollevato entusiasmi, tutt’altro, ma sarebbe un grave errore abbandonarlo a se stesso e con lui la squadra.

Se esiste ancora una benché minima percentuale di possibilità di uscire da questo incubo, ad oggi è rappresentata da questo tecnico e dai giocatori che abbiamo in organico, sperando che possa riuscire nell’impresa – perché di questo si tratta – di arrivare al mercato di gennaio ancora in corsa.

Poi spetterà alla società.

Quale società? Bella domanda, a cui non sappiamo dare una risposta, almeno fino a quando alle indiscrezioni non seguiranno i fatti. La tifoseria ha espresso il proprio parere, lo ha fatto in modo corretto, civile. Il tifoso deve essere ascoltato, rappresenta l’anima, la storia e la fede. Ignorare tutto questo sarebbe l’ultimo errore di una lunga serie. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online