Lorenzo Mulinacci: mi aspetto un 2024 più tranquillo rispetto all’anno che sta per finire

Freddo, lucido e essenziale come sempre, Lorenzo Mulinacci, confermato presidente del SC Fedelissimi, ha rilasciato a Angela Gorellini de La Nazione una lunga intervista in cui tocca tanti punti che sono al centro dell’attenzione dei tifosi.

«Mi fa piacere vivere questo momento, anche perché stavolta possiamo ripartire con serenità dopo tre anni complicati. Fino ad ora le cose stanno andando bene, nella speranza che il periodo più brutto sia alle spalle. Nella passata stagione si sono viste cose allucinanti, che io nella mia vita da tifoso non avevo mai vissuto. Se c’è una cosa che mi dispiace è il non essere stato creduto su ciò che dicevo, esattamente un anno fa».

«I risultati sportivi hanno abbagliato, ma i risultati sono amichevoli se poi la società non si iscrive al campionato. E ne paghiamo ancora le conseguenze, non potendo giocare al Franchi.

Non si capisce come il Comune non possa riappropriarsi di una struttura di sua proprietà non mantenuta e che sta andando in malora. Al di là del ritardo della sentenza del Tar della Toscana, mi sembra una cosa assurda. Mi auguro che già a inizio 2024 il Franchi possa tornare disponibile, che il Comune esegua immediatamente i lavori necessari, come ci ha detto l’assessore allo sport Lorenzo Lorè, quindi di tornare a giocare al Rastrello, se non subito almeno nella parte finale del campionato per festeggiare lì la promozione. La cosa più allucinante è che la vecchia proprietà abbia ancora in mano il Franchi per una vecchia convenzione senza né capo, né coda».

«Credo che la società, lo staff e i giocatori non potessero fare più di quello che hanno fatto, la squadra si è radunata a campionato già iniziato. Sono riusciti a ricreare entusiasmo tra i tifosi, anche se in una categoria bassa, in cui il Siena non aveva mai militato. Ma questo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza, per tornare nel calcio professionistico, dove credo che il Siena debba stare».

«Una cosa che mi piace è il rapporto che si è creato tra la Robur e i tifosi. Un rapporto genuino che va a perdersi, salendo di categoria. È il bello del calcio, vivere la propria passione, senza lacci o laccetti. Il calcio business non fa bene. Chi mi ha colpito? I difensori centrali Biancon, Cavallari e Achy sono tanta roba. Lollo non c’entra niente con l’Eccellenza, tra i giovani Hagbe che potrebbe esserci d’aiuto anche l’anno prossimo».

Fonte: FOL