Lorenzo Mulinacci: “Lo sciopero ultimo colpo alla nostra passione”

Un muro contro muro assurdo, un offesa al buon senso, un colpo letale ad un calcio ormai agonizzante che non ha più niente di credibile.
Si gioca o non si gioca? Il dilemma ancora non è stato sciolto, ma la sola possibilità che questo avvenga, potrebbe avere effetti devastanti su tutte le componenti di questo circo sempre più popolato di pagliacci e acrobati da quattro soldi.
Come sempre in questi casi, partono le accuse incrociate, puerili e poco credibili tentativi di far ricadere le colpe sulla parte avversa. Il tutto enucleato dal contesto economico e sociale che il paese sta attraversando.
Ne parliamo con Lorenzo Mulinacci, presidente del Siena Club Fedelissimi.

Lo sciopero dei calciatori è sempre più vicino…..
“Lo sciopero dei calciatori non trova nessuna giustificazione, è del tutto fuori da ogni logica. Ancora una volta non si pensa a coloro che permettono, a questo che ormai è diventato un fatiscente baraccone, di andare avanti. I tifosi sono quelli che si sacrificano sempre e comunque e la stragrande maggioranza lavorano tutti i giorni per poco più di 1.000 euro mensili. La nostra passione tieni in piedi il calcio e tutti i vantaggi che ne traggono chi di questo sport ne ha fatto una professione guadagnando centinaia di migliaia di euro. Quello che per noi è un gioco, un divertimento è per loro un lavoro”

Uno dei punti de rottura è l’eventuale contributo di solidarietà…..
“Ma si sta scherzando? Si può discutere se sia giusto o meno questo provvedimento – ma questa non è la sede adatta – non certamente se a pagarlo debbano essere i giocatori o le società. Rimango allibito davanti a queste pretese, Ovviamente l’AIC dichiara che è pronta a far fronte ai propri doveri, ma in realtà nessuno vuole mettere nero su bianco al proposito”

Poi c’è il problema dei fuori rosa…. “Se il primo punto che ha portato alla rottura è moralmente condannabile, questo si può definire solo ridicolo. Come è pensabile che un tecnico alleni 35 giocatori? Eppure i calciatori sono sul campo tutti i giorni. Ricordiamoci che ai fuori rosa viene comunque riconosciuto quanto pattuito dal contratto, non un euro di meno, l’unica differenza è che si devono allenare in un altro campo con un allenatore professionista e con tutta l’assistenza di cui gode chi suda a 50 metri. Mi meraviglia che non si voglia capire questo aspetto.”
Come finirà secondo te?
“Non lo so come finirà, ma ti dirò che quanto è successo fino ad oggi basta e avanza per condannare il tutto. Questo sciopero, se andrà in porto, sarà veramente il colpo di grazia alla passione dei tifosi che dopo biglietti nominali, tessera del tifoso, partite alle 12.30 si vedono rinviare l’inizio del campionato che tutti aspettavano con ansia. Come al solito i tifosi quelli che pagano, non basta comprare l’abbonamento e sobbarcasi trasferte lunghe e dispendiose per andare in stadi obsoleti da dove non si vedono le partite per incitare i propri giocatori che adesso ti ripagano con uno sciopero che è poco più di una “bizza”. E poi che sciopero è quando non si paga di tasca. Io se faccio un giorno di sciopero l’azienda per cui lavoro me lo trattiene dallo stipendio. E poi i tifosi che avevano già organizzato la prima trasferta chi li ripaga? Ma un minimo di vergogna non lo provano questi signori !!!!! (nn)
Fonte: Fedelissimo Online