Lorenzini e Tozzi: “Robur Anno Zero è basato sui documenti”

SIENA. “Spiacevolmente stupiti dalle dichiarazioni rilasciate da Stefano Osti, ci vediamo nostro malgrado costretti ad intervenire con alcune precisazioni”. Si apre così la riflessione di Alessandro Lorenzini e Filippo Tozzi, autori del volume “Robur Anno Zero – Il primo libro inchiesta sul passato, presente e futuro dell’Ac Siena”, in risposta all’ex dirigente della società bianconera. “Intervistato sull’imminente futuro della Robur, Stefano Osti ha voluto premettere che «non corrisponde al vero l'asserzione che il Siena, presidente Paolo De Luca, fosse tecnicamente fallito» – spiegano gli autori – Poiché direttamente chiamati in causa, ci permettiamo di ricordare all’ex dirigente bianconero che abbiamo riportato quella asserzione citandola letteralmente dalla documentazione contabile della società. A pagina 3 della relazione sul bilancio chiuso al 30 giugno 2004, i sindaci revisori hanno scritto: «il Collegio Sindacale, visto il risultato di Bilancio che determina le condizioni di cui all’art. 2447 del C.C., segnala che la Società è di fatto in stato di liquidazione». Ci stupisce che una figura come quella di Stefano Osti, la cui caratura professionale non è mai stata in discussione, sia caduta in un errore di interpretazione così banale”. Le considerazioni degli autori non si fermano qui: “Stefano Osti ci accusa di aver sminuito «l'impegno appassionato e gli sforzi economici di De Luca per evitare davvero il fallimento». L’intento dichiarato di Robur Anno Zero non è quello di attribuire colpe o di scagionare gli ipotetici imputati, quanto quello di raccontare i fatti, gradevoli o sgradevoli che siano, con il supporto dei documenti – precisano Lorenzini e Tozzi – Siamo enormemente dispiaciuti nel riscontrare che la nostra buona fede sia stata messa in discussione e pertanto invitiamo pubblicamente Stefano Osti a riflettere sulla fondatezza e sulle implicazioni delle sue dichiarazioni. Siamo assolutamente disposti a qualsiasi chiarimento, a patto che la nostra buona fede di professionisti non venga aprioristicamente messa in discussione”.

Alessandro Lorenzini – Filippo Tozzi