Lo stadio nuovo e quello delle crete

Se non ci fosse da piangere, sarebbe tutto da ridere. Si perché di certi soggetti non possano fare altro che ridere!

Il cardiochirurgo Neri, così maldestramente prestato alla politica, vuole vederci chiaro sul rifacimento dello Stadio. E fin qui “nulla questio”, anzi! Se, però, il suo terrore è quello che il ventilato e correlato centro commerciale del Rastrello possa danneggiare i commercianti, che nel tempo hanno fatto “tanti sacrifici”, beh, qualche perplessità l’avrei. L’avrei perché i commercianti senesi hanno sempre saputo gestire il c.d. “rischio d’impresa” riversandolo, “sic et simpliciter”,  sul potenziale cliente. Hanno sempre tenuto d’occhio la dinamica degli stipendi del MPS e, basandosi su questa bussola, hanno declinato  i prezzi, facendo di Siena una città tra le più care in assoluto e con un ventaglio d’offerta particolarmente ristretto. Beh, ora la situazione è un po’ più complessa, più difficile è la “tosa delle pecore”, tanto più che intorno a Siena si sono sviluppate opportunità commerciali sicuramente interessanti ed altrettanto concorrenziali e poi, con il ridursi delle disponibilità,  la gente si è fatta più attenta e, finalmente, più intelligente!

Lo “sciocchezzario” del Nostro tocca lo zenit quando sembrerebbe tornare a rimpiangere ovvero a riproporre il famoso Stadio del Sindaco Cenni: sperduto tra i primi calanchi di creta, senza collegamenti stradali veri, senza una curva e dal costo assurdo. Domanda: qual’ora si optasse per una tale sciagurata soluzione (….. a Siena siamo capaci di tutto!) chi lo pagherebbe? Il nostro agiato Cardiochirurgo? I commercianti graziati da una così urticante concorrenza? Oppure, come al solito, i cittadini senesi, per i quali potrebbe essere approvata una tassa ad hoc, visto che il Monte non lo potrebbe più fare e la Fondazione è già stata munta allo spasimo?

Si ma lo Stadio della Crete  risolverebbe un potenziale rischio di “danno erariale”. Troppe spese, infatti, sembrerebbero essere state commesse senza costrutto dalla pubblica amministrazione a tale proposito ed altrettante, stando ai si dice, sembrerebbero essere state fatte da “privatissimi” cittadini che, in tempi non sospetti, avrebbero comprato come agricolo il terreno che poi sarebbe dovuto divenire il “campo” della Robur.

Mah, sinceramente non mi straccerei le vesti se la Magistratura Contabile facesse qualche indagine e qualche altro rimanesse a bocca asciutta o dovesse definitivamente “mettere a grano” ciò che, invece, era destinato a “fruttare grana”.

Condivido, invece, che lo Stadio non sia la priorità per questa città, penso, infatti, che molti siano i problemi di Siena certamente più assillanti. Ma …., ma come mai il Dott. Neri nel furore della campagna elettorale fece del Siena Calcio, e di quanto ad essa correlato, una “conditio sine qua non”? Misteri della politica, della coerenza o della faccia tosta?

Attendo con curiosità ed interesse la proposta Mezzaroma e, più che altro, la risposta del Comune. Mi preparo a riderci sopra…… per non piangere!

Andrea Sordi