Lo scempio di Marassi, colpe di questura e calcio

C'è da rimanere sconcertati, e al Viminale aspettano e sperano ancora: ma sinora non c'è stato nemmeno un arresto a Genova, dopo la vergogna di Marassi. Solo una quindicina di Daspo che secondo il questore, Massimo Mazza, potrebbero arrivare a venti, o poco più. A Roma, al Ministero degli Interni, e anche nei Palazzi dello sport, si aspettavano qualche arresto e un centinaio di Daspo, si aspettavano che venisse applicata la legge sulla flagranza differita. Niente. Non è successo niente. Il capo della Procura genovese assicura che, in fondo, ci sono cose più gravi: ha ragione, i delitti impuniti sono tanti ( e non solo a Genova). Ma a Marassi, domenica, forse qualche reato è stato commesso, o no?. Gli steward (che sono equiparati a incaricati di pubblico servizio) spazzati via come fuscelli, costretti a consegnare le chiavi che servono per entrare nel settore dei distinti. E' reato poi scavalcare da un settore all'altro, è reato minacciare i calciatori (volevano che si togliessero anche i pantaloncini, "in mutande, in mutande…"), è reato lanciare fumogeni (previsto anche l'arresto) e/o interrompere la partita. Tutta "robetta" secondo alcune Procure, compresa quella di Genova, che considerano minori i reati da stadio (ma non lo sono, in qualche caso). La questura di Genova è considerata un "vulnus", o una "pietra da inciampo": solo lì d'altronde, ultimamente, ci sono stati problemi alla stadio (e fuori). Scarsa capacità nel gestire l'ordine pubblico, con un vicequestore nella gara col Siena che veniva da Venezia, dove al massimo protestano quattro gondolieri. Scarsa capacità nell'impedire ai calciatori di "trattare" con certi personaggi (ma non confondiamo ultrà con i violenti, sono cose diverse). Sono stati commessi errori gravi e ci aspettava, almeno dopo, una risposta adeguata che non c'è stata e chissà mai se ci sarà. A giugno, probabile un ribaltone alla questura genovese. Ma intanto il danno è stato fatto. Una pessima pagina è stata scritta. Non pretendiamo che i calciatori siano degli eroi: che ci stavano a fare i poliziotti? Se erano solo venti a delinquere, come dice il questore Mazza, perché non sono stati fatti allontanare? Giusto scongiurare l'assalto agli spogliatoi o fuori da Marassi, giusto evitare feriti e lanci di lacrimogeni, ma all'interno di Marassi quella polizia che guardava senza intervenire ha fatto davvero una pessima impressione. Le responsabilità comunque non sono solo della questura genovese (a questo penserà il capo della polizia, Antonio Manganelli). Anche il mondo del calcio deve interrogarsi. Le norme ci sono, basta applicarle. Venerdì in consiglio federale se ne parlerà.  Non servono leggi speciali. Serve unarentiis si è battuto perché fossero a Roma, il 20 maggio, alla finale di Coppa Italia.

Il Viminale lamenta l'assenza totale della Lega di Serie A: non è certo una novità. Ma a fine stagione bisognerà  decidere che fare di questa tessera del tifoso, che vogliono trasformare in fidelity card: ma in questo caso dovrebbero occuparsene i club, che invece spesso e volentieri la vivono come una costrizione di cui farebbero volentieri a meno e che cercano di "bypassare" per venire incontro a certi tifosi. I rapporti a rischio fra club e tifoseria organizzata sono vietati: ma chi controlla?  Al Viminale c'è la convinzione che esistano ancora sacche di collusione fra i club e i violenti: ma chi deve indagare? Palazzi? Non esageriamo, con tutto quello che ha da fare e coi mezzi che ha a disposizione. Ora la Figc farà un'inchiesta sullo scempio delle maglie: Preziosi l'ha accettato e rischia di pagare con un'altra inibizione (a proposito, la Figc si è guardata bene dallo spiegare perché lui si è salvato dalla radiazione…). Ma vogliamo punire i calciatori? Per favore. Siamo seri. Qui bisogna rimettere mano a tutto, una "assunzione di responsabilità" come sostiene Abete. Giusto, presidente: che cominci subito la Figc, ma in fretta. Anche perché qui sta per arrivare una slavina (un'altra) sul calcio italiano, i (primi) deferimenti per il calcio scommesse. Palazzi e il suo pool stanno lavorando a pieno ritmo, e il 2 o 3 maggio conosceremo quanti tesserati (una cinquantina?) e quante società di A, B e Lega Pro andranno sotto processo. Intanto domani, giovedì 26 aprile, l'assemblea di Lega di B discuterà sul tema, "politiche di integrità per l'etica sportiva". Bravo Andrea Abodi, presidente attivo e con voglia di costruire. I codici etici sono sì importanti, ma non bastano più: certi calciatori vanno toccati nel portafoglio… (Fulvio Bianchi)
 

Fonte: repubblica.it