Litigio dopo Pisa-Foggia tra Gerbo e una famiglia Due i contusi: polemiche

Dopo l’arcobaleno di emozioni sul campo, la finale di andata tra Pisa e Foggia si tinge di giallo per il ferimento del giocatore rossonero Alberto Gerbo durante una lite avvenuta alle 23 di domenica al rientro della squadra nell’albergo di Tirrenia. Nella stessa piazza dove poche settimane prima il portiere Carlo Pinsoglio era stato colpito con un pugno da un tifoso del Livorno per l’errore contro il Lanciano costato agli amaranto la retrocessione. Secondo i dirigenti del Foggia i loro giocatori sarebbero stati aggrediti da calci e pugni dei tifosi pisani. La realtà però è molto più soft.

I FATTI A Gerbo al pronto soccorso sono state riscontrate contusioni all’occhio destro e alla nuca, con una prognosi di 10 giorni. All’ospedale si è presentato anche uno dei presunti aggressori, al quale sono state refertate contusioni alle costole (15 giorni) e che pare si sia riservato la possibilità di querelare giocatori e dirigenti del Foggia. Spiega Alberto Francini, questore di Pisa: «C’è stata una lite tra una famiglia di pisani e un giocatore foggiano degenerata in un contatto fisico. Ma possiamo escludere che si tratti di qualcosa riconducibile alla tifoseria organizzata o di un agguato». Gerbo aveva già ricevuto un colpo alla testa in campo, dopo uno scontro fortuito con il compagno Narciso.

I SINDACI Sulla vicenda si sono scatenati i tifosi sui social e sono intervenuti anche i due sindaci, fornendo diverse chiavi di lettura. Quello di Pisa vuole evitare montature, quello di Foggia ha chiesto l’intervento del ministro Alfano. Il rischio adesso è quello di arrivare alla finale di ritorno con un carico eccessivo di inutili tensioni.

Fonte: La Gazzetta dello Sport