Lettera in redazione

Già da qualche giorno mi era venuta la voglia di scrivere due righe e ringrazio il sito del Siena Club Fedelissimi per l'opportunità che concede a noi semplici tifosi di improvvisarci "giornalisti".

Leggo che per qualcuno il tifoso deve pensare solo a tifare ma personalmente, aldilà della militanza che ognuno può avere o meno, ritengo lecito preoccuparsi anche per le sorti della mia squadra del cuore e magari esprimerlo pubblicamente come sto per fare.

La molla che ha fatto scattare queste righe è stata l'ennesima intervista di Perinetti pubblicata in data odierna su Stadio dove più o meno dice che se non vendiamo nemmeno compreremo, etc etc etc; dico etc perché ormai si sentono sempre le stesse cose ovvero che non c’è una grossa disponibilità, che potremo operare solo con degli scambi.

Ve lo dico seriamente; leggere questa intervista mi ha messo davvero tristezza e mi ha ricordato interviste di 30 anni fa quando anche Nelso Ricci diceva le stesse cose andando al calciomercato sapendo che le sua disponibilità economica consisteva nel ricavato delle vendite.

Recentemente il Presidente Mezzaroma ha detto che è meglio spendere a gennaio perché perdere la categoria costa molto di più; ma allora perché il suo braccio operativo sul mercato dice cose diverse?

Se come sembra si concretizzerà il terzo ritorno a Siena di Massimo Maccarone (nonostante le parole del suo procuratore non ci sono le corse per prenderlo) ciò sarà un altro aspetto che accomuna Perinetti a Ricci perché anche lui portò a Siena un giocatore per ben tre volte; si trattava dell’estroso Umberto Marino.

E’ bello vedere che questa è una città che mantiene nel tempo inalterate le proprie “tradizioni”…….forse però sono quelle sbagliate!

Oltre all’intervista di Perinetti, sfogliando il giornale alla ricerca della pagina sul Siena, mi è capitato di scorgere titoli di articoli riguardanti altre squadre e qualcuno mi sono soffermato a leggerlo come ad esempio quello in cui dice che il Parma prenderà Gasperini per il prossimo campionato o lo stesso Leonardi che dichiara ai tifosi “Tranquilli, abbiamo un progetto!”

Non vi nascondo che provo invidia per una realtà che dimostra di saper programmare e che da tempo si è dotata di un centro sportivo di eccellenza quando a Siena per fare due campi di numero a Taverne d’Arbia ci sono tempi esagerati come se la sindrome detta “del Ponte di Malizia” aleggiasse su tutte le opere in fase di realizzazione.        

Il Parma è una realtà giunta alla ribalta calcistica della serie A solo nel 1990 ma in precedenza era stata spesso avversaria della Robur in serie C.

Pietro Leonardi attualmente è l’amministratore delegato del Parma F.C. con poteri di firma e gestione della liquidità ovvero quello che tutti pensavano sarebbe stato il ruolo di Giorgio Perinetti nell’A.C. Siena spa.

Ma invece non è così perché il contratto in essere, seppur pluriennale perché scade a giugno 2013, non è stato ancora prolungato e le continue voci di Perinetti a Palermo invece che un’idea di programmazione danno l’impressione della smobilitazione o al massimo del navigare sempre e solo a vista.

Ma perché a Siena quello che è successo a Parma, ma non solo, non succede?

Eppure il contributo dello sponsor in questi anni ha reso la Robur una società con possibilità ben più grandi rispetto a quelle concesse dal bacino di utenza ma a distanza di undici anni dalla conquista della serie B nulla o poco è cambiato; quel poco racchiude gli obbligatori adeguamenti strutturali del Rastrello.

Già, lo stadio, cavallo di battaglia su cui sono saliti tutti nel periodo pre-elettorale e che ora non trova cavaliere; dovremo aspettare la prossima campagna elettorale o è lecito attendersi qualcosa prima?

E la stessa proprietà è sempre interessata a questo aspetto oppure no?

Ho volutamente omesso l’attribuzione di colpe ai vari soggetti interessati perché sicuramente non ho tutti gli elementi necessari per poterlo fare; mi limito però ad osservare quello che succede a Siena ed a confrontarlo con altre realtà alcune delle quali, in questi 10 anni passati dal 2002 ad oggi, hanno realizzato o stanno per realizzare alcune idee che il buon Paolo De Luca aveva proposto ben prima come uno stadio senza barriere (lo sta facendo il Cesena) per non dire dello stadio di proprietà come recentemente ha inaugurato la Juventus.

Insomma le idee ci sono e questo è un buon punto di partenza; poi però le vediamo realizzate da altri ed è un peccato.

Speriamo che per il futuro la Robur possa avere ciò che le è sempre stato negato da quando è diventata una stella della serie A; certe infrastrutture sono necessarie e funzionali al mantenimento della categoria che è importante anche come volano per l’economia cittadina, a maggior ragione in un momento di recessione.

E speriamo anche che la Robur possa avere qualche giocatore di categoria A nel futuro prossimo, ma prossimo davvero, perché subito dopo la Befana si ricomincia ed il calendario lo conosciamo tutti; sicuramente anche il Presidente Mezzaroma che deve armare Perinetti con le giuste munizioni e non con “proiettili” a salve.

Retrocedere costa di più; l’ha detto lei Presidente ed è una grande verità quindi mi aspetto un calciomercato veloce e serio altrimenti potrebbe essere tardi; micà vorrà correre rischi?   

Gianluca Petrini