Lettera in redazione: Domenica dovro’ ascoltare la partita alla Radio,

Domenica dovro’ ascoltare la partita alla Radio, perché non ci sono piu’ biglietti, non ho fatto l’abbonamento per una scelta di principio, che costa economicamente  e comporta sacrifici ma che mi permette di non abbassare la testa di fronte a quello che ritengo ingiusto ed illiberale.

Non penso di essere nessuno e non vado a chiedere deroghe o piaceri di turno a chicchessia, come avrei potuto fare, non l’ho mai fatto, ma altrettanto non accetto che a chi come me ha speso anni ed anni al seguito del Siena venga mancato continuamente di rispetto, solo per il fatto di aver seguito una scelta diversa dalla maggioranza dei tifosi il che non significa che questi ultimi siano migliori o peggiori di me, ma almeno uguali si.

Il risultato è  che tifosi di vecchia data non potranno vedere esordire la propria squadra del cuore mentre la vendita indiscriminata anche della nostra curva lo permetterà ai tifosi della Juve e ai cultori dell’evento “partitone dell’anno”.

Cosa si poteva fare? Magari vendere i Settori Senesi prima ai residenti? Non lo so, so solo che non è giusto e che questo Calcio non appartiene piu’ ai tifosi con il cuore, vessati da mille ingiustizie e schiacciati dagli interessi economici.

Pretendere Rispetto e Riconoscenza è troppo da chi gestisce una passione popolare come un azienda da cui trarre profitto.

Distinti saluti

Pietro Poggi, uno di quelli che faceva tifo.