Lettera di un tifoso: L’Ingegner Mele casca dal pero

Cari Fedelissimi,
affido a voi questo sfogo di senese esasperato dall'ennesima beffa.

Ho appena letto il terzo comunicato dell'Ingegner Mele, sulla falsariga dei due precedenti, si percepisce incredulità e stupore per la reazione dei senesi alla sua legittima volontà di esercitare il diritto di prelazione che la legge gli consente senza se e senza ma.

Indegnamente e da umile tifoso provo a chiarire il perché tutta la città sia improvvisamente “impazzita” e schierata in maniera netta ed inequivocabile contro la “senesità” dell’ingegnere ed a favore della “straniera” Signora Durio.

I toni imbonitori dei comunicati stampa ben scritti e ben pensati stanno provocando l’effetto contrario al desiderato, la percezione che si avverte è quella di una comunità che si sente offesa e che non ne può più di oscure manovre di palazzo calate dall’alto. Come già ribadito, nulla da dire sulla legittimità di avvalersi del diritto di prelazione, tuttavia il senese medio ha da ridire sulle modalità e sulle tempistiche con cui è stata manifestata questa volontà. Se si fosse voluto innescare almeno il dubbio dell’esistenza di un progetto serio nei confronti della società Robur Siena lo si sarebbe dovuto dichiarare da subito rendendo pubbliche le proprie intenzioni e soprattutto si sarebbe dovuto annunciare e presentare a volto scoperto (come fa chi non niente da nascondere) con chi si voleva attuare questo progetto. Personalmente ritengo che, se non si può dire chi è il burattinaio, siamo legittimati a pensare he ci sia qualcosa di non riferibile e pertanto di poco chiaro. Di personaggi che prestavano il loro nome, e la loro presunta dignità per coprire chi non poteva agire sotto la luce del sole ne abbiamo avuti abbastanza, non abbiamo bisogno di allungare la lista.

D’altro canto, se è vero che chiunque può esercitare un incontestabile diritto sancito dalla legge italiana, è altrettanto vero che ciò sta innescando una reazione nei senesi che potrebbero esercitare un altrettanto sacrosanto diritto di non sottoscrivere abbonamenti per non contribuire in alcun modo a sovvenzione un progetto sconosciuto finanziato da individui anonimi che svolgono attività ignote. Per quanto mi concerne, il mio ultradecennale abbonamento resterà, mio malgrado, invenduto ed auguro all’ingegnere di poter assistere a tutte le partite della sua (intesa come mera ed asettica proprietà legale) squadra in beata solitudine, magari non al Rastrello in quanto non mi sentirei davvero rappresentato da chi dovesse concedere l’uso del nostro campo ad ulteriori personaggi che si insinuerebbero nella nostra comunità senza sapere di cosa sono portatori.

In questo pessimismo cosmico, concludo rilevando un evidente elemento di positività, noi senesi stiamo avendo uno scatto d’orgoglio, infatti, in questa città frastornata dagli eventi degli ultimi anni, sento per le strade, a lavoro, in contrada e ovunque mi trovi che saremo uniti fino in fondo per far valere una giustizia che non sarà di aula di tribunale, ma sarà di popolo determinato ed orgoglioso che vuole essere rappresentato solo da chi ne è degno.

W Siena e W la Robur

Marco Lusini