Lega Pro: Il Coni respinge i ricorsi Ma che pasticcio la Figc

«E' inconcepibile». Non tanto la decisione del Collegio di garanzia del Coni — che pure ha uno sgradevole sapore politico — di respingere i ricorsi di Pro Patria, Pro Piacenza e altre dieci società contro i criteri di retrocessione della Lega Pro fissati dal Consiglio federale. Quanto quello che accade nel corso del dibattimento alle Sezioni Unite presiedute da Franco Frattini. E «inconcepibile» è proprio il termine scelto dall’ex ministro, imbarazzato quando scopre che la Figc ha omesso di produrre un atto richiesto dal Collegio e, per la controparte, ha dichiarato il falso.

IMBARAZZO Il contesto è noto. Tavecchio punta alla riforma dei campionati. Obiettivo nobile e benedetto da Malagò. Ma impossibile da raggiungere per vie canoniche, troppe le resistenze contro la riduzione delle squadre. Più facile rivolgersi alla già precaria Lega Pro. Ecco, quindi, la «tassa» da 500mila euro per essere ripescati quest’anno e il blocco per il prossimo, approvato dal Consiglio federale, con i voti contrari di Gravina e Pitrolo (Lega Pro), Ulivieri (Aiac), Calcagno e De Sanctis (Aic). Questo accadeva il 26 giugno. Il 4 settembre, la successiva delibera di Tavecchio che confermava tre retrocessioni per girone, di fatto lasciando a 54 squadre anche la Lega Pro della prossima stagione, e in questo modo, secondo i club ricorrenti, violando l’articolo 49 delle Noif che stabilisce tre gironi da 20 squadre. «Nessuna variazione del format — la tesi difensiva della Figc — perché nessun esplicito provvedimento è stato preso per bloccare i ripescaggi. La delibera non è mai stata pubblicata, c’è solo un comunicato stampa», ribadisce ieri il legale della federcalcio Letizia Mazzarelli. Ma Domenico Scorsetti, presidente del Pro Piacenza, assistito dal legale Cesare Di Cintio, ha chiesto e ottenuto da Gravina il verbale del Consiglio federale del 26 giugno, quello che il legale della Figc ha appena negato anche al Coni. Lo tira fuori. Imbarazzo. Che nemmeno Frattini può dissimulare: «Così non si fa», dice rivolto ai rappresentanti federali. Ma respinge lo stesso i ricorsi.

E ORA? «Siamo stati presi in giro, hanno giocato sporco — tuona Scorsetti — le norme vengono calpestate, siamo davanti ad un Collegio di garanzia che non dà nessuna garanzia». La partita non è finita. Di Cintio andrà al Tar e, se occorre, al Consiglio di Stato. Intanto, ora c’è questo nuovo caso Figc. Ci sono gli estremi perché intervenga la Procura federale?

Fonte: La gazzetta dello sport