Le parole del sindaco Valentini al termine dell’incontro

Al termine dell'incontro con i consulenti di Massimo Mezzaroma anche il sindaco Bruno Valentini ha fatto il punto della situazione, per niente rassicurante. “Balestra e Serra stanno svolgendo questo incarico da metà giugno, un po' troppo poco rispetto all'evoluzione della situazione. Uno sbaglio: è davvero difficile fronteggiare la cosa con così poco tempo a disposizione, una società che ha un livello tanto alto di indebitamento. In questo momento le prospettive sono di breve durata: se anche, cosa molto difficile, il Siena riuscisse a iscriversi, le prospettive tra un anno sarebbero uguali. Anzi, tra un anno ci sarebbero meno giocatori da vendere. La responsabilità della situazione è del sistema che ha consentito di arrivare a questo punto: il peso del debito è talmente alto da impedire ogni tipo di programmazione, così come l'arrivo di nuovi soci. Un sistema già fuori equilibrio negli anni scorsi, ma che stava in piedi grazie a iniezioni di liquidità o debito. Anche l'operazione fatta sulla cessione del marchio a gennaio dell'anno scorso, guardata con gli occhi di oggi grida vendetta. Abbiamo aggiunto debito a debito, le azioni del Siena sono tutte pignorate. Se dovessimo definire chi è il proprietario della società dovremmo dire la Banca che ha finanziato oltre misura e possiede il 100 per cento del capitale sociale anche se il gestore è Mezzaroma. Stiamo tentando il tutto e per tutto per trovare una soluzione che anche legalmente stia in piedi. I giocatori hanno dato una mano, anche se era meglio che aiutassero la Robur non retrocedendo. E' stato un atto di responsabilità rinunciare a parte del loro stipendio per ridurre il credito da coprire. Come una mano l'ha data la Lega serie B che ha consentito di formalizzare il paracadute in modo da avere ragionevole certezza di poterlo avere una volta che il campionato di B verrà portato fino in fondo. E' anche nel loro interesse: giocare il campionato con 21 squadre e non 22, significherebbe che ogni giornata qualcuno dovrebbe riposare. Un danno di immagine. I tempi sono strettissimi, abbiamo solo questa settimana. Dobbiamo prepararci a ogni evenienza. Una grossa palla di neve sta diventando una slavina e non so se ci sono le protezioni per gli sciatori che stanno sotto il pendio. Se noi trattiamo in modo imparziale la situazione, mettendo da parte il cuore di tifosi e di cittadini, e facciamo una analisi obiettiva, la società oggi non può stare in piedi, non ci sono proprio le condizioni. Sto tenendo tutti i contatti possibili con la Banca, le altre banche si sono ritirate. Capisco perché è successo ma non posso che stigmatizzare il comportamento del Monte nel confronti dello sport senese. Capisco il motivo ma trovo il modo troppo brutale: è stato tagliato ogni sostegno a ogni società sportiva e anche a ogni azienda. Consegnare al sindaco le chiavi della società? I proprietari del Siena sono oggi i creditori. Non ci voglio nemmeno pensare. Da noi, rispetto ad altre città, vedi Pisa, Arezzo o Perugia, c'è anche il tema di cosa farà il creditore. Nel caso della Robur sarebbe un disastro epocale, perché i giocatori sarebbero svincolati, i creditori non pagati. Non solo la squadra andrebbe in crisi, ma con lei tutti quelli che ci lavorano e hanno fatto forniture, comprese le società sportive. Un disastro figlio di un periodo brutto, il più brutto della storia di Siena dove tutto sembrava possibile. Siamo stati illusi, forse ci siamo fatti illudere, ora paghiamo le conseguenze di un periodo artificiale. Ora ci sta crollando tutto addosso. Dobbiamo rendercene conto, così come le responsabilità di chi lo ha permesso. Persone osannate in maniera troppo facile e oggi pentite – qualcuna no – che stanno a guardare mentre noi siamo qua a sudare cercando di salvare il salvabile”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line