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Le pagelle di fine stagione: l’attacco

Belloni 6: il suo apporto non si può dire non l’abbia dato, e i numeri sono lì a testimoniarlo. Tuttavia, per quelle che erano le premesse iniziali ci si aspettava forse qualcosa in più, tenendo presente che era stato il fiore all’occhiello della campagna estiva. Nel computo totale, ad ogni modo, va anche tenuto conto del doppio lavoro richiestogli in entrambe le fasi, che lo ha portato a sprecare tante energie

De Paoli ng: parte bene con il gol ad Imola alla terza giornata, ma la sua stagione di fatto termina ad ottobre dopo l’infortunio in Coppa con il Pontedera. Quando rientra, infatti, subisce una ricaduta che lo tiene fuori fino alla partita conclusiva con l’Entella. E con questi presupposti diventa complicato giudicarne le prestazioni

Disanto 7,5: ormai si sono finiti gli aggettivi nei suoi confronti. Dopo una stagione, la scorsa, in cui aveva sorpreso tutti, quest’anno si conferma vestendo i panni del trascinatore. Onnipresente, immarcabile e decisivo, soprattutto nelle gare in cui la posta in palio si alza. Conclude in doppia cifra di reti (record in carriera a livello di Serie C) e la sfiora anche con gli assist

Orlando 6: malgrado arrivi a Siena con i postumi di un’operazione al crociato dalla quale recuperare, ha un buon impatto con il campionato. Con il passare delle giornate entra nei meccanismi di squadra, mostrando un buon feeling con i compagni e anche delle qualità tecniche di tutto rispetto. Due assist a referto e altre giocate utili

Paloschi 7: qualche punto interrogativo dopo il passato campionato era legittimo, ma lui li spazza via tornando quello che tutti si aspettavano di vedere con la maglia bianconera addosso. Al netto delle tredici reti siglate, alcune da bomber d’area di rigore, altre di fattura ancor più pregiata, è ammirevole per abnegazione e sacrificio alla causa, oltre che per la capacità di sapersi gestire anche nella fase in cui si trova ad essere l’unico attaccante a disposizione

Petrelli 5: non incide mai, anzi nelle volte in cui è impiegato sembra un pesce fuor d’acqua. Da un ragazzo di quell’età ci si aspetterebbe almeno la voglia di mangiare l’erba, invece la sensazione che trasmette è opposta

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol