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Le pagelle della stagione 25/26 – Centrocampo

Vlahovic: Pulito, elegante e tecnico, è una delle rivelazioni della stagione bianconera, pur essendo spesso un po’ discontinuo. Alterna partite di alto livello, dove con la sua regia detta sapientemente i tempi della manovra della Robur, a gare più opache, soprattutto quando c’è da usare la sciabola e non il fioretto. Nel complesso però la sua stagione è positiva, anche se per l’anno prossimo dovrà crescere ancora.

Barbera: Parte in sordina, cresce nella fase centrale della stagione, in coincidenza con l’arrivo di Voria, e chiude con la benzina in riserva. Si può fotografare così la stagione del giovane centrocampista di Certaldo, che ha fatto intravedere delle qualità durante l’annata, soprattutto sul piano della corsa e dell’aggressività. Anche per lui è necessario uno step di crescita in più in vista dell’anno prossimo.

Mastalli: Con il senno di poi è incredibile che abbia passato un terzo di stagione da fuori rosa. Appena viene reintegrato emergono subito le sue doti: qualità, esperienza, inserimenti in zona gol e freddezza dal dischetto. Diventa un perno della squadra con l’arrivo di Voria che, seppur con la volontà di dare spazio a tutti, vede in lui un punto di riferimento, soprattutto nelle gare più complicate.

Rossi: Per essere una quota mostra una certa maturità, non soffrendo mai la paura da palcoscenico del Franchi. Al tempo stesso, però, fatica a imporsi e a ritagliarsi un ruolo da protagonista in questa squadra. Non riesce quasi mai a esprimere tutte le sue potenzialità, pur dimostrando di essere un giocatore affidabile.

Masini: Di fatto la sua esperienza con la Robur è limitata a pochi scampoli di partita giocati qua e là, senza però mai avere lo spazio adatto per poter mettere in mostra le sue qualità. Va via a gennaio, accasandosi al Grosseto, senza troppi rimpianti reciproci.

Nardi: La sua stagione va a sprazzi, così come il suo rendimento all’interno delle stesse partite. Il giocatore è chiaramente di categoria superiore, la tecnica su questo non mente. Così come la sua partenza con la maglia bianconera, che è sfavillante. Ma a metà stagione si fa male, quando torna è un po’ appannato e sembra non riuscire mai a riprendersi del tutto. Alterna giocate di livello eccelso a momenti in cui sembra un po’ smarrito. La sua classe non si discute, ma nella prossima stagione dovrà essere un po’ più incisivo.

Ciofi: Bellazzini lo vede come esterno a tutta fascia e lui tocca alcuni picchi anche in questo ruolo, come sul campo di Gavorrano, pur soffrendo un po’ in fase difensiva. La svolta arriva con Voria, che capisce quanto possa essere letale questo “Miccoli dei poveri” con un po’ di libertà in più. Nell’ultima parte di campionato Ciofi si trasforma nell’arma letale del Siena. Alla fine i numeri sono inequivocabili: sei gol, ma soprattutto otto assist, il migliore insieme a Riccobono e Falasca in tutto il Girone E. Ma più che le fredde statistiche conta l’impatto sul campo tra dribbling e giocate decisive prodotte a profusione.

(Vincenzo Battaglia)

Fonte: Fol