Le gare durano ’90 minuti di Lallo Meniconi

A Siena, dopo la sconfitta contro il Catania, la temperatura comincia  a farsi veramente rigida. Il freddo di questi giorni che attanaglia la penisola, si è fatto ancora di più sentire fra i tifosi della Robur alla fine di un incontro che doveva sancire il riscatto dei bianconeri dopo la sconfitta con i giallorossi.

Invece è stata servita una bella polpetta avvelenata in salsa “catanese” di quelle che non lasciano scampo. Stesso refrain della volta precedente, con un primo tempo giocato benino, mentre nel secondo, dopo il gol del pareggio siciliano è iniziata una lenta discesa verso gli inferi, suggellata dalla prima vittoria in trasferta in questo campionato del Catania.

Il Siena, dopo aver annullato la penalizzazione dei sei punti, non ha trovato quella continuità nei risultati e neppure quella componente psicologica che avrebbe permesso un approccio diverso alle gare. Sapevamo che i bianconeri  non erano una squadra di fenomeni, ma le risposte sul campo avevano per un attimo illuso la tifoseria. Invece i problemi che sono cominciati all’inizio dell’estate scorsa con il travagliato caso di Calciopoli e gli inevitabili strascichi, hanno finito per minare la tenuta psico-atletica  della squadra.

L’altro problema su cui tornerò fino alla nausea è il fatto di non aver portato a Siena dei validi giocatori per affrontare questa corsa ad handicap. Il Siena non ha un terminale offensivo che gli possa portare in dote quei gol che servono come l’ossigeno e oggi più che mai risulta come le operazioni della Società siano tutte nel complesso da rivedere.

Non abbiamo bisogno in questo momento di slogan o di vane promesse su improbabili sorprese nel mercato di gennaio. Avremmo bisogno che la squadra cominciasse a giocare, anche nei secondi 45’ e ripristinasse una situazione di continuità nelle prestazioni.

Non sono un tecnico e mi astengo da dare una spiegazione su quello che succede ai giocatori nella seconda frazione di gioco; Cosmi ha il polso della situazione di una squadra che allena tutta la settimana e dovrebbe quindi trovare i giusti correttivi e le giuste motivazioni per risollevarla da queste due brutte batoste, perché il tempo stringe e non c’è più spazio per cure palliative.

All’orizzonte ci sono due partite sulla carta proibitive e se non vogliamo finire per farci ancora più male, bisogna ripartire con lo spirito di San Siro.

 

Lallo Meniconi.