Le elezioni Figc Gravina: «Non chiudo la porta»

«Se mi candido alla guida della Federcalcio? Non chiudo la porta, ma ho prima di tutto un impegno con le società di Lega Pro che hanno fiducia nel loro presidente». Gabriele Gravina per la prima volta si confronta pubblicamente con l’idea di correre per il posto attualmente occupato da Carlo Tavecchio. Lo fa rispondendo a una domanda in maniera prudente, «come possibilità teorica e remota» specifica lui stesso, nel giorno del protocollo firmato con il commissario dell’Istituto per il Credito Sportivo, Paolo D’Alessio, che prevede un plafond di 150 milioni di euro a tassi agevolati per interventi sugli impianti e di 30 per il progetto «Stadi senza barriere».

SOSTENIBILITÀ Insomma, quel «non chiudere la porta» non è in contraddizione con il dialogo in corso con lo stesso Tavecchio in vista delle elezioni di febbraio. Gravina dice da dove si deve partire in ogni caso: «Chiunque si candidi alla presidenza deve dare garanzie di sostenibilità alla Lega Pro, tenere in debita considerazione il nostro lavoro». Nella «torta» elettorale, la «fetta» della Lega Pro rappresenta il 17 per cento. «C’è solo una strada per prendere i nostri voti: avviare un processo di confronto e garantire il futuro della Lega Pro. Tavecchio ha dato la sua disponibilità ma questa va tradotta in atti concreti: non programmi elettorali, ma impegni e riforme. Tutto questo passa attraverso una parolina magica: sostenibilità. Le riforme si fanno con la sostenibilità, non con i programmi politici».. Ma la sostenibilità è solo una questione di soldi? «Assolutamente no. Riguarda tante cose: impianti, vivai, riconoscimento di un ruolo, qualità del nostro lavoro».

INTESA ICS Quanto alla convenzione, Gravina parla di un «80 per cento delle strutture che hanno bisogno di interventi, e di un altro 20 per cento per rafforzare strutture di allenamento». Intanto la Federcalcio ha inaugurato altri cinque centri federali territoriali: dopo Firenze, Catanzaro, Udine, Bari e Oristano, aperti Palermo, Matera, Como, Perugia e Urbino

Fonte: La Gazzetta dello Sport