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L’artista distratto e un po’ moscio…di Paolo Brogi

Il divino violinista disperso nella savana con il suo strumento del mestiere si trova davanti un gruppo di leoni affamati. E’ perduto ma si mette a suonare e le bestie si bloccano quasi ipnotizzate e allora un briciolo di speranza di cavarsela riaffiora nel malcapitato. Purtroppo arriva un altro leone che salta addosso all’artista e se lo mangia. Come mai? Semplice l’ultimo leone è del tutto sordo non può sentire la meravigliosa melodia e come è nel suo istinto vede nel bravo violinista una semplice preda con la quale sfamarsi. Questa, più o meno, è una delle barzellette che raccontava Silvio Berlusconi nella fattispecie per ironizzare sulle qualità non eccelse di un giocatore rossonero, il danese Helveg, che a suo dire rovinava la ‘sinfonia’ del grande Milan dell’epoca.

E cosa ci incastra la Robur? La Robur è un artista, distratto e un po’ moscio, che rischia di essere ‘mangiato’ dai leoni sordi che incontra ogni domenica. Poteva succedere con lo Scandicci, è successo ad Altopascio e Lucca. Diverso il discorso di quando il Siena scende al Franchi dove per adesso gli avversari, udenti o no, ci hanno rimesso la buccia. Quando guardo le partite del Siena resto almeno un po’ incantato. Sì proprio come i leoni del Berlusca. Le volate di Ciofino, le veroniche di Lipari, la potenza di Rossetti, l’efficacia di Sabelli, le qualità di Andolfi. Distrazioni ed errori clamorosi vengono cancellati in un sospiro. A Lucca quando ho visto Conti prendere la mira da centrocampo mi sono detto povero lo spettatore che ha scelto il seggiolino sbagliato. E invece incrocio dei pali. E la giocata di Lipari con difensore scherzato in area e il tacco di Rossetti a fare il 2-2? Dai non è roba da quarta serie, sicuramente da terza ma nei piani alti. Io sono rimasto a bocca aperta per tale bellezza ma il ‘leone lucchese’ decisamente meno e nel finale ha sfruttato un altro errore bianconero per prendersi i tre punti. Era già successo ad Altopascio e così la qualità di una Robur con colpi spettacolari va a farsi friggere. L’artista è divino ma anche distratto, gli avversari sono feroci e non si fanno incantare ed ecco il misero punto in tre trasferte che fa davvero male. Uno dice, facciamo schifo e ce lo meritiamo, ma non è così e questo è motivo di grande incazzatura.

La Robur è forte ha grande qualità ma ‘regala’ sempre quello che non si può regalare. Non solo. In certi momenti il Siena è anche un po’ moscio, tende a subire gli eventi di una partita passivamente e finisce per soccombere. Questo purtroppo è il problema più serio. Perché se gli errori li puoi correggere, cambiare atteggiamento è decisamente complicato. Sì, qui servirebbe un leader vero, il giocatore che alza la voce, richiama l’attenzione di tutti e si carica la squadra sulle spalle quando serve. L’orchestra bianconera suona bene, però quando uno stona e va fuori tempo serve il maestro che sbatte la bacchetta sul leggio e rimette tutti in riga prima che il concerto diventi un flop.

Siamo all’inizio, tanti giocatori sono nuovi, magari tra qualche settimana avremo il nostro uomo forte e allora le cose andranno sicuramente meglio. Vogliamo una Robur di qualità e questa ce l’abbiamo, ma anche più attenta e più tosta, l’aspetto su cui dobbiamo lavorare. Con una semplice provocazione possiamo dire che qualche ‘punturina di Bandecchi’, citando il vulcanico presidente della Ternana, potrebbe essere utile. Meno ricami e più parole decise per mettere le ali a una stagione che fino ad ora non ci esalta. Il bello è che tra poco si rigioca e tutto può cambiare, esiti e giudizi, in appena novanta minuti. Il Seravezza Pozzi che tipo di leone è? Lo scopriremo, ma di certo la Robur è padrona del suo destino. Con la qualità dei bianconeri si può tutto in questa serie D. Basta non smarrirsi, non distrarsi e non ammosciarsi. Mai. Avanti Robur! (Paolo Brogi)

Fonte: FOL