L’anno che è stato e l’anno che verrà

La Siena del calcio saluta un anno denso e impegnativo. Come ormai accade da diverso tempo, non ci si annoia mai a seguire le sorti della vecchia Robur. Un 2022 cominciato con l’umanità e la franchezza di Padalino, scelto dopo le faide delle famiglie armene, che conduce la barca in porto tra stanchezze e sofferenze. Poi, in estate, il passaggio di proprietà e l’arrivo da Roma di Emiliano Montanari.

Un volto nuovo, sconosciuto ai più, ma che i primi tempi non sbaglia nulla, nella comunicazione e nei modi di operare: il cambio di logo; l’eliminazione di quella scritta incomprensibile, Noah, dalla ragione sociale; la volontà di riappropriarsi del marchio storico; la riapertura della gradinata, il campo di allenamento a Quercegrossa; la scelta di affidarsi a una figura consapevole come il ds Salvini.

Contemporaneamente, in campo, il Siena vola, con la grinta e la fame di Pagliuca e un pubblico tornato a divertirsi, ad immedesimarsi nei propri beniamini, a poter cantare, anche se solo per un paio di turni, “salutate la capolista”. Poi il crollo. Dovuto agli infortuni, alla sfortuna, a quella dozzina di titolari spremuta e senza ricambi. La Robur, che dopo sei giornate vede tutti dall’alto verso il basso, si risveglia fuori dai playoff.

Nel frattempo, fuori dal campo, si registrano le strane mosse del presidente. Che compra un’altra squadra di calcio, rifiuta gli inviti dei tifosi che chiedono chiarezza e scrive letterine a Babbo Natale, allontana personaggi senesi ed esternalizza servizi, ordina silenzi stampa e rifugge da interviste e iniziative sociali essenziali per connettere il club con la piazza.

Arrivano voci di problemi economici, i sussurri diventano vento che corre lungo i vicoli di Siena. Ritardi di pagamenti, figure del settore giovanile che lasciano. Sono spilli che toccano una pelle fin troppo sensibile, perché scottata più volte nel recente passato. Poi succede che la squadra si ferma per protesta. Rimane senza staff medico e per due giorni, alla vigilia dell’ultima partita dell’anno, non si allena. La notizia arriva dall’interno, La Nazione la pubblica per prima e con coraggio e Montanari risponde con sarcasmo: i medici non ci sono perché sono malati. Ma il malessere è diffuso, reale: dopo la partita Pagliuca rompe il silenzio stampa per dire che non esiste che giocatori e società siano divisi, che i panni sporchi vanno lavati in casa, che l’ambiente deve stare unito. E che ok, capisco i giocatori, ma il presidente ha fatto tanto e non bisogna farne un dramma se cade un mattoncino dopo averne messi tanti.

Ieri intanto c’è stato l’ultimo allenamento del 2022. Da martedì si penserà alla sfida con la Reggiana. Il giorno prima apre il calciomercato che si ipotizza di basso profilo, vista questa situazione incerta e la posizione del direttore sportivo, assente nell’ultimo periodo causa (stavolta sì) malattia. Che anno sarà il 2023 è difficile dirlo, ma Siena ormai ha fatto gli anticorpi per sopportare ogni cosa. Così, se un giorno arriverà una lieta notizia, sarà ancora più bella da assaporare. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol