L’analisi tecnica di Trastevere-Siena a cura di Francesco Guidarelli

Torna in campo il Siena, dopo l’ennesima sosta, per affrontare il Trastevere, la squadra che ci aveva maggiormente impressionato nell’andata ma che ha inanellato un filotto di risultati negativi analogo a quello dei bianconeri vanificando il rush che l’aveva portato in vetta alla graduatoria; dunque la seconda contro la sesta in classifica a contendersi l’occasione per un riscatto.

Chi si aspettava un match vivace e di buon livello è rimasto senz’altro deluso perché la squadra romana è la brutta copia di quella vista mesi fa ed il Siena ha ancora da liberarsi dai vizi e da superare i limiti che l’hanno accompagnato nel corso dell’annata, semmai ci riuscirà.

Le squadre non volevano incorrere in una nuova battuta d’arresto quindi prudenza certamente ma senza rinunciare a cercare la vittoria attraverso le loro caratteristiche migliori: Siena con il controllo della palla, il Trastevere con ripartenze veloci.

Gilardino ha fatto esordire il portiere Gragnoli dietro la difesa a tre Farcas-Terigi-Martina, centrocampo con de Falco-Agnello-Haruna e Ilari a destra con duplice funzione sia difensiva che di spinta sulla fascia, in avanti Guidone a guidare l’attacco con ai lati Padulano e Forte.

Il Siena ha condotto la partita con continuità per mezz’ora, dato che la regia di De Falco non è mai stata infastidita dai giocatori trasteverini, ma non ha prodotto occasioni per concludere a rete; Padulano ha avuto tra i piedi un gran numero di palloni ma non è riuscito a svincolarsi dal suo controllore anche per i raddoppi di marcatura praticati nei suoi confronti, Forte ha ricevuto 2 o 3 volte palle giocabili, troppo poche per impensierire la difesa avversaria.

In questo contesto Guidone è rimasto isolato al centro e non ha potuto collaborare alla costruzione del gioco, come suo solito, a causa dei lanci fuori misura dei centrocampisti costantemente impegnati nei soliti duelli sulle seconde palle, tipici della categoria.

Il Trastevere ha tenuto tutti i giocatori sotto la linea della palla chiudendo le linee di passaggio per cui i bianconeri, pur con dominio territoriale, hanno balbettato spesso e sono stati costretti ad un ritmo di gioco blando; di rimando la metà campo del Siena, presidiata dal solo trio difensivo, si è prestata alle scorribande degli attaccanti locali obbligando il nostro centrocampo a rientri affannati.

Dopo un paio di svarioni difensivi che potevano costarci cari, i romani sono passati in vantaggio con un colpo di testa di Roberti, lasciato incredibilmente solo da Farcas nel mezzo dell’area: è il tredicesimo gol subìto su colpo di testa e questo la dice tutta sulla fragilità difensiva bianconera.

Il risultato è sbloccato ma non c’è la reazione furiosa senese come ci si aspetta, il gioco non fluisce e sembrano mancare le idee, non serve rimarcare la fragilità psicologica della squadra a questo punto del campionato, bisogna rimboccarsi le maniche e sputare sangue, se occorre.

Il cambiamento avviene solo a metà ripresa quando Guberti rinfresca l’ABC del calcio ai presenti: palla a terra e invito al movimento per i compagni fanno rivedere Martina in propulsione sulla fascia e Agnello in area a sostenere l’attacco.

Proprio da questa catena a sinistra arriva il pareggio ad opera di Agnello che devia in rete un traversone in area toccato anche da Guidone, in pochi minuti l’attacco del Siena ha messo alle corde i romani che non riescono a contrastare adeguatamente la costruzione del gioco ad opera di Guberti.

Non è certo la forza fisica la prerogativa di questo giocatore bensì la lucidità ed il ricorso all’esperienza che fanno apparire le cose semplici anche in situazioni complicate inoltre, con lui in campo, cresce il rendimento dei compagni.

Gilardino è consapevole del momento ed effettua i cambi utili a migliorare la squadra: dentro Mignani per Ilari (quota 2002) e Schiavon per Padulano, con Haruna che scorre a coprire il lato destro difensivo senza rinunciare alle proiezioni in area.

Proprio da una di esse ottiene il rigore che consente a Guberti di portare in vantaggio i bianconeri, a conferma della versatilità e utilità di questo ragazzo, cresciuto molto rispetto all’inizio di campionato.

Il Trastevere cerca di recuperare il risultato attraverso una sequenza di sostituzioni atte a modificare il suo schieramento, confidando sulle mischie favorevoli che possono nascere da l’infoltimento della linea offensiva e forse confidando sulla relativa stabilità della difesa senese.

Anche questa lettura della partita risulta corretta perché il Siena non riesce a difendersi come si deve e subisce il pareggio a seguito di una rimessa dal lato sinistro prolungato di testa su quello destro dove arriva indisturbato Milani che aggiusta la palla ed insacca sul primo palo.

Il risultato è definito in parità e le squadre non hanno ulteriori forze da spendere nonostante ci siano occasioni per cercare la vittoria per cui i minuti finali hanno poco a che vedere con il gioco del calcio.

Il pareggio rispecchia fedelmente quanto visto in campo oggi, si può capire perché i padroni di casa hanno perso la testa della classifica, si ha la conferma dei limiti della formazione senese.

La soluzione di un giovane in porta è da accogliere con interesse perché molti lo fanno, non a caso, per il rispetto delle quote in campo, del resto l’ultimo passaggio (veloce) in serie D ci dimostrò che potrebbe essere una chiave di lettura vincente.

Al portiere titolare, Narduzzo, non si può che dire grazie perché ha salvato più del dovuto parando anche diversi calci di rigore ma vanno considerate tutte le possibilità per migliorare la squadra.

I prossimi avversari andranno in lega-pro se non inciampano clamorosamente ma tutte le restanti partite vorrei che il Siena le affrontasse con grande voglia di vincere perché la Robur merita una squadra impavida a prescindere da quello che potrà essere il risultato finale.

Fonte: FOL – Foto: ACN Siena