La zona Cesarini ci sorride ancora

La Robur Siena annienta di misura l'Olbia grazie a una rete di Alessandro Cesarini. Finalmente. Quella di ieri è una vittoria che non vale soltanto tre punti, bensì anche la consapevolezza che questa squadra conosce la categoria. Per squadre dal valore tecnico superiore alla media è difficile calarsi a pieno nei meandri di un campionato in cui spesso a decidere tutto sono gli episodi e non la maggior presenza in zona offensiva. La squadra concede poco all'avversario, limitatosi a tre sole vere parate per un attento Contini. Al netto di qualche errore negli ultimi venti metri, i toscani sembrano avere in chiaro quale sia l'obiettivo. Lo schieramento di Vassallo dietro le punte si rivela una scelta utile, più sostanza e meno fantasia. Che si trattasse di una partita bloccata era già preventivabile alla vigilia, l'Olbia non aveva di certo intenzione di scoprirsi. Eppure si rende pericolosa con la qualità dei propri interpreti, sfruttando qualche disattenzione sul lato sinistro del campo. Sulla catena di destra invece Esposito offre giocate di buon livello, anche se alle volte qualche azzardo di troppo sarebbe meglio evitarlo.

 

Un doveroso appunto: non facciamoci ingannare dal risultato. Tralasciando gli interventi di un Van Der Want puntuale sia su Gerli che Arrigoni, i bianconeri sfiorano il vantaggio almeno in altre due occasioni con Bulevardi e Cesarini. Proprio il mago di Sarzana si rivela decisivo nel finale, consentendo di spezzare l'equilibrio imposto dalla chiusura ospite che ha pensato a offendere nel primo tempo e a conservare nel secondo. Veniamo adesso al gol: corner battuto da Arrigoni, tocco intelligente di D'Ambrosio, Rossi sorvolato e Cesarini che assapora già la rete. Quello che segue lo abbiamo visto tutti. Gioia e lacrime si fondono, il pubblico si lega in un virtuale abbraccio collettivo che comprende ogni elemento bianconero. E' la festa di chi ci ha sempre creduto, di chi non ha mai mollato e di chi quella rete la aspettava dal suo arrivo.

 

In chiusura resta da dire come gli undici scelti da Michele Mignani, più i sostituti, comprendano le difficoltà di una gara chiusa e usino ogni mezzo per scardinarla. Tiri dalla distanza, inserimenti e alla fine quei dolci piazzati che fanno la differenza. Serviva vincere, è stato fatto. Che sia avvenuto in zona Cesarini poco importa, d'altronde se le partite durano 90 minuti ci sarà pur sempre un motivo.

 

(Giacomo Principato)

Fonte: FOL