La testa da una parte, le gambe da un’altra: ritrovare l’equilibrio …si può fare

La partita con il Grosseto fa ormai parte del passato, le dinamiche che l’hanno caratterizzata e che hanno fatto imbufalire un po’ tutti saranno argomento su cui lavorare per riprendere il cammino con atteggiamento diverso. Non sarà facile, ma inevitabile, se non si vuole far scendere l’anonimato su una squadra che di valori ne possiede molti. Il periodo non è dei più felici e quello che preoccupa di più è la difficoltà di reagire davanti ad un evento avverso, lavorare sulle gambe è importante, ma agire sulla testa è di vitale importanza. C’è un altro fattore che preoccupa tutto l’ambiente: i tanti infortuni che perseguitano la squadra fin dall’inizio. Attualmente il tecnico Maddaloni, a meno di un recupero di Paloschi, può disporre di una sola punta di ruolo, Karlsson e del giovane Peresin, troppo poco numericamente per affrontare i prossimi impegni. Non vogliamo cercare giustificazioni e siamo ancora troppo delusi per la partita con i maremmani per concedere attenuanti, ma è indiscutibile che anche la Dea bendata ci ha preso di mira. Lavoro e applicazione per uscire da questo momento no, ma anche un cornetto rosso, di quelli tanto amati da Paolo De Luca, per combattere la sfiga che in termini di infortuni ci ha preso di mira ancor prima dell’inizio della stagione. L’imperativo è rialzare la testa subito, recuperare al massimo l’autostima e iniziare un nuovo percorso, di campionati anonimi e di figure cacine, ne abbiamo già le scatole piene e che nessuno dica, dopo 4-5 campionati di delusioni, che i tifosi di Siena sono troppo esigenti. (NN)

Fonte: FOL