La svolta in Figc: Gravina nuovo n.1 e via alle riforme

Sono trascorsi 343 giorni da quell’infausta ItaliaSvezia che ci lasciò fuori dal Mondiale di Russia e 263 giorni dalla nomina del commissario Roberto Fabbricini che avrebbe dovuto ricostruire il calcio italiano dalle fondamenta. Nel mezzo un’elezione federale, quella del 29 gennaio, andata a vuoto, e l’estate del cortocircuito normativo e giudiziario che ancora adesso ammanta di incertezze i campionati di Serie B e C. Oggi sarà, in ogni caso, una svolta. A Fiumicino, nel solito hotel, si rivedono i 274 delegati del pallone per eleggere il presidente della Figc, con l’inizio dell’assemblea fissato alle 11. Un solo candidato e nessun dubbio: sarà un trionfo per Gabriele Gravina, n.1 della Lega Pro uscente, destinato addirittura a vincere al primo scrutinio (serve almeno il 75% dei voti). Sarà presidente per due anni, in un “traghettamento” per nulla ordinario, visto che il programma del candidato è pieno zeppo di cose da fare. Ci sono riforme ineludibili e Gravina è il primo a saperlo. Per questo, si è messo al lavoro da mesi per coagulare un consenso largo assieme all’alleato forte della prima ora Cosimo Sibilia, presidente ? della Lega Dilettanti che assieme alla Pro assomma il 51% del bacino elettorale (34+17). Si sono uniti gli Arbitri (2%), quindi gli Allenatori (10%), mentre Damiano Tommasi ha compiuto lo strappo dei Calciatori (20%) dopo che la candidatura di una figura fuori dalla contesa di gennaio – l’ex presidente federale Giancarlo Abete – è stata estromessa dalla nuova legge sul limite di tre mandati. Gravina ha tirato dritto stringendo un asse col presidente della Lega Serie A Gaetano Miccichè, che sarà vicepresidente della Figc assieme al vicario Sibilia. Molti club di A (12%) e anche di B (5%) voteranno Gravina, che pescherà pure nell’Aic, ieri sera impegnata nell’ultima riunione pre-voto (Zambrotta new entry in consiglio federale). Insomma, davanti al rappresentante del Governo Simone Valente, al presidente della Fifa Gianni Infantino e al n.1 del Coni Giovanni Malagò, sarà pressoché un plebiscito per Gravina.

PROTOCOLLO L’assemblea sarà presieduta da Mario Pescante, con segretario Michele Uva, e vedrà gli interventi di Fifa, Uefa, Coni, Fabbricini, Serie A, B, Lega Pro, Dilettanti, Aia, Aic, Aiac. Quindi le votazioni: 75% il quorum del primo turno, poi 66%, quindi il 50%+1. Il neo presidente convocherà subito il consiglio federale, che avrà la presenza record di quattro donne grazie alle quote rosa introdotte dal Coni: Sara Gama (Aic), Zoi Gloria Giatras (Aiac), Stella Frascà e Maria Rita Acciardi (Dilettanti). Ci sarà qualche grana, per via del tetto ai mandati. Degli attuali consiglieri sono sub judice Claudio Lotito, Marcello Nicchi e Umberto Calcagno (Beppe Marotta lascerà la Juve ma la sua decadenza non è automatica). Gli ultimi due faranno ricorso, Lotito è già forte della sentenza favorevole della Corte federale d’appello: improbabile che la Figc o il nuovo procuratore generale dello sport Ugo Taucer impugnino il provvedimento. Ma la stella polare di Gravina sono il programma e gli impegni presi con le componenti: la golden share della Serie A sui temi che la riguardano, la revisione dei campionati con una B a 20 e il semiprofessionismo in C, la riforma della giustizia sportiva, la trasformazione del Club Italia come una società di calcio, la flessibilità dei contratti con i calciatori, la quarta o quinta sostituzione, un nuovo codice di controlli, un ripensamento della filiera delle giovanili, l’ora di calcio nelle scuole, la candidatura a Euro 2028. Auguri.

Col termine latino quorum s’intende il numero minimo di elettori o partecipanti affinché una votazione sia valida. L’elezione del presidente Figc si svolge su più scrutini: al primo serve il 75% dei voti, al secondo il 66%, dal terzo il 50%+1. Il 29 gennaio nessuno dei candidati (Gravina, Sibilia, Tommasi) raggiunse il quorum e arrivò il commissario. Ora Gravina vuole vincere al primo turno: con lui Dilettanti (34%), Lega Pro (17%), Aiac (10%), Aia (2%), club di A (12%) e B (5%), forse l’Aic (20%).

Fonte: La Gazzetta dello Sport