LA SUDDITANZA PSICOLOGICA

La grave svista arbitrale subita dal Siena contro l’Inter fa ancora parlare di se. Segnaliamo tra i tanti articoli, questo del giornalista Sergio Stanco apparso nel seguitissimo sito internet Goal.com e titolato “C’era una volta la sudditanza psicologica…”:

D’abitudine preferiamo astenerci dalle polemiche arbitrali: lo facciamo perche’ vorremmo astrarci da cio’ che reputiamo non faccia bene al calcio. Ci piacerebbe parlare solo delle cose positive, di quello che rende questo sport “il piu’ bello del mondo” come e’ solito autodefinirsi con fin troppa enfasi. A volte, pero’, non e’ possibile.
Gli errori di Siena, e quelli di Bergamo, presi ad esempio di un vizio atavico e probabilmente naturale, richiedono una riflessione. Proviamo a farlo in maniera serena, con consapevolezza ma altrettanta fermezza: gli arbitri sbagliano a senso unico. Ha ragione Del Neri, cosi’ come l’aveva Giampaolo 24 ore prima, accettare sconfitte del genere e’ dura, perche’ gli episodi sono stati determinanti. Ma soprattutto perche’, a parti invertite…
E’ questa la chiave di lettura: a parti invertite quelli di Maicon e Marchionni sarebbero stati fuorigioco, quello di Floccari rigore netto. E questo in campo e nei salotti dei moviolisti. Ovviamente non ne avremo mai la controprova, ma la sensazione che sia vero e’ molto piu’ che uno spiacevole sospetto. Scaricare la responsabilita’ sugli assistenti e’ facile, ma anche superficiale. Prendiamo il secondo goal di Maicon: il guardalinee puo’ non aver compreso la dinamica dell’azione, ma se l’arbitro non si prende la responsabilita’ di interrompere un’azione viziata da un fuorigioco di due metri, allora puo’ stare tranquillamente a casa.
Una volta la chiamavano sudditanza psicologica, noi preferiamo derubricarla in mancanza di personalita’, ma la conclusione e’ sempre la stessa: nel dubbio, meglio fischiare a favore delle grandi. D’altronde, sull’altare della carriera, meglio sacrificare l’agnellino. Quando lo sgozzi fa meno rumore.
Sergio Stanco fonte Goal.com