La storia siamo noi: il 31 marzo 2007 ci lasciava Paolo De Luca

Quattordici anni sono tanti, ma sembrano un soffio quando il ricordo, sempre più vivo, va a Paolo De Luca, il presidente della Lucida Follia. Quanto De Luca ha fatto per il Siena non si può dimenticare. Presa una società con un piede e mezzo in C1, l’ha salvata e poi portata in serie A, regalandoci un sogno che nessuno osava coltivare, il suo sogno.  Amava il Siena, di amore vero, anche se qualcuno ha sempre storto la bocca costringendolo a portare avanti le sue battaglie sia sui campi di calcio che all’interno della nostra città. Aveva capito che per realizzare i sogni doveva mettere in campo tutti i mezzi, ricorrere a tutto, anche alle provocazioni, ai proclami e alle promesse, peraltro tutte mantenute.  Il suo legame più forte era con i tifosi, un amore che dimostrava in mille occasioni, da una cena al saluto sotto la curva in casa e in trasferta. Ricordare tutti i momenti vissuti con Paolo è impossibile, ma c’è un episodio che più di tutti è rimasto scolpito nella nostra mente e nel cuore, quando già malato, al termine della vittoria con il Chievo corre in campo ad abbracciare Beretta e i giocatori, i suoi ragazzi, la sua famiglia bianconera. Era la sua ultima partita, il suo ultimo saluto. Ci manca sempre di più una persona come Paolo de Luca, un presidente vero, appassionato, che ha sempre difeso con i denti e con le unghie le proprie scelte e i propri sogni. Ciao Paolo, la tua gioia di vivere è stata un esempio, la sua Lucida Follia, il regalo più bello, peccato che non abbiamo imparato a sognare come ci avevi insegnato.

Fonte: FOL