La squadra ha poche colpe, i responsabili sono altri

Seguendo le regole non scritte del calcio, ieri ce l’ha rifatta la squadra, duramente contestata a fine partita e al momento di risalire sul pullman. Giusto, dirà qualcuno, in campo ci vanno loro, mica l’allenatore o la dirigenza, ma a volte – e questa è una di quelle – le responsabilità dei ragazzi sono relative. Gilardino, che aveva capito tutto fin dall’inizio, ha chiuso i suoi ragazzi in una bolla, in un mondo costruito giorno dopo giorno fatto di lavoro e fiducia reciproca e i risultati iniziavano a farsi vedere. Non era un mondo perfetto, nessuno afferma questo, qualche scivolone lo ha fatto anche il campione del mondo, ma la squadra si sentiva protetta e disponibile a buttarsi nel fuoco per il tecnico che li stava facendo crescere. Poi un bel giorno, seguendo dinamiche perverse, e incomprensibili,  la bolla viene rotta, l’allenatore “chioccia”  è costretto a dimettersi e i giocatori si ritrovano dall’oggi al domani senza un punto di riferimento, con le conseguenze che stiamo vedendo e che ieri sono culminate con la vergogna della storia. Non stiamo parlando di giocatori esperti, di vecchi bucanieri del campo che in un modo o nell’altro hanno cercato di portare il loro apporto finendo di essere coinvolti nella confusione anche loro, ma di giovani senza o con poca esperienza di calcio vero che sono andati nel pallone. Un tecnico che parla russo, l’altro in lettone, difficoltà di comunicazione enormi e, tanto per gradire, un incomprensibile schieramento e una confusione di ruoli semplicemente assurda. I giovani del Siena sono bravi, qualcuno di più, qualcuno di meno, ma si sono calati nella nostra realtà con il massimo impegno, se sono in confusione non è colpa loro, ma di chi vorrebbe insegnarci a fare calcio. Anche io avrei voluto contestare la squadra, ma a freddo mi rendo conto che i personaggi da contestare sono altri e non per dare sfogo alla mia rabbia, ma per cercare di fare capire a chi di dovere che il calcio per noi senesi è una cosa seria, così come tante altre e nessuno può giocare con le passioni e i sentimenti.  (NN)

Fonte: FOL