La spinta dello Stadium

Domenica il popolo della Juventus non si asterrà. E nella bollente settimana elettorale, i tifosi bianconeri non possono essere definiti `incerti": nel senso che già a sei giorni dalla partita avevano fatto registrare il trentacinquesimo tutto esaurito dello Juventus Stadium. E non esattamente per una partita dalla storica tradizione o dall'immenso fascino: si gioca Juventus-Siena, ma le tribune saranno piene. Come dire che l'effetto Stadium, che l'anno scorso era stato uno dei fattori determinanti per la vittoria dello scudetto e per la rinascita dello spirito bianconero, non ha ancora esaurito la sua spinta vitale per la squadra di Antonio Conte. E continua a fare notizia. Perché resta sorprendente, anche dopo un anno, registrare un sold out per Juventus-Siena, quando in tempi neppure troppo lontani, la stessa partita avrebbe portato un quarto degli spettatori e pure con i big match si faticava a staccare i biglietti. Soprattutto se l'ultima partita in ordine di tempo era stata una delusione.

TUTTI CONVOCATI E la sconfitta contro la Roma non è stata certamente un passaggio esaltante per la stagione juventina. Ma uno dei clamorosi risultati che ha ottenuto la "nuova casa" è anche quello di invertire certe tendenze del popolo bianconero, che sembra aver capito il momento della squadra e aver colto il messaggio che Antonio Conte ha spedito al gruppo martedì, a Vinovo: «Basta errori, da ora in poi sono tutte finali mondiali». E la gente si, è sentita inclusa nel gruppo, rispondendo immediatamente ' al richiamo del Capitano. Juventus-Siena è la prima delle finali mondiali e, come tale, si giocherà davanti a uno stadio pieno.

TEATRO Lo stesso Conte, d'altra parte, non ha mai nascosto di allenare anche il pubblico. Durante le partite, soprattutto nella passata stagione, si rivolgeva spesso alle tribune, incitando a spingere la squadra con il tifo. E qualche volta aveva perfino redarguito gli spettatori nei commenti del dopopartita, se non li aveva sentiti abbastanza caldi: «Sembrava di essere a teatro». Perché Conte' sa perfettamente quale effetto può avere l'ambiente e come può diventare decisivo nei momenti cruciali. Di una partita e di una stagione.

INESPUGNABILE I numeri dello Stadium gli danno pienamente ragione. Da quando c'è il nuovo impianto la Juventus ha drasticamente ridotto la percentuale delle sconfitte casalinghe passata dall'11% della media storica (fondata sulle oltre 1900 partite giocate a Torino nei vari impianti precedenti) al 2%. Ed è sensibilmente aumentata la percentuale delle vittorie. Piccoli segnali statistici che danno sostanza alla sensazione che il nuovo impianto rappresenti un concreto vantaggio sportivo, non solo economico. E, al di là dei numeri, è sufficiente rileggere quello che spesso gli avversari hanno dichiarato al termine delle partite, raccontando di come la pressione del pubblico a ridosso del campo possa aggiungere parecchio stress. Soprattutto in Italia, dove c'è disabitudine all'ambiente in stile angolosassone che lo Stadium ripropone.

BILANCIO C'è poi il fattore "O", come orgoglio. Quello dei tifosi e quello dei giocatori, molti dei quali hanno raccontato di percepire in modo molto più forte la storia e l'importanza del club nel quale militano grazie all'impianto. E, da un anno, anche al museo, che sta riscuotendo lo stesso successo. Nei giorni scorsi i visitatori hanno superato quota 120.000. Si è ancora lontani dai numeri stratosferici del Barcellona, ma i ricavi che provengono dal ticket museo-tour dello stadio hanno superato il milione di euro in meno di dodici mesi. Somma che non risolve un bilancio, ma diventa una voce comunque significativa nella colonna dei ricavi. Ricavi che la biglietteria dello Stadium ha, invece, sostanziosamente aumentato. Nell'anno e mezzo di vita dell'impianto, sono stati incassati 50 milioni di euro. Virtualmente un top player. Ma tra qualche anno, quando sarà finito l'ammortamento, quel semplice conto potrà essere un ragionamento molto concreto: nel senso che i guadagni dello Stadium potran, no finanziare un mercato più ricco.

IL RUOLO Nei prossimi tre mesi, però, più dei soldi si conteranno i decibel: nella casa bianconera si disputeranno alcune delle partite fondamentali per l'assegnazione dello scudetto (su tutte, quella contro il Milan) e sarà importante per la squadra di Conte non perdere punti nelle gare apparentemente più abbordabili come quella di domenica. I tifosi avranno un ruolo non meno importante di quello di Pirlo nello spingere la squadra verso la vittoria. E il tutto esaurito di domenta è il chiaro esempio del fatto che l'hanno capito perfettamente. «C'è tanta voglia di Juve e di vincere», spiega Ezio Morina, il presidente del Centro Coordinamento Juventus Club Doc, in queste settimane bombardato di richieste: «Avevamo notato un leggero calo in autunno, ma adesso la febbre è di nuovo altissima. La gente ha capito che siamo in dirittura d'arrivo e vuole fare la sua parte».

Fonte: Tuttosport