La serie cadetta ai raggi X

 

Robur anno zero. Ma anche araba fenice. Dopo essere stata gettata nella polvere, seppur oltre ogni tollerabile pathos il lieto fine è giunto per la nostra amata. Si poteva lasciar morire la Robur di inedia, gloria sportiva con tanto di balzana? Dopo aver avuto la fortuna unica di beneficiare del moltiplicatore di consenso (e di debiti) che aveva innalzato a vette celestiali l'intera città, ha seriamente rischiato di sfracellarsi al suolo per l'evaporarsi del medesimo sistema. In effetti c'è mancato un pelo. Il gioco al massacro sulla sua pelle quasi c'era riuscito. La palla che torna a riaffacciarsi per un altro giro ci induce a dimenticare che i falsi meriti e le colpe vere raramente hanno padri certi. Già si riparte e sembra passata un'eternità anzichè una manciata di giorni.

Come il moribondo che ha ripreso pigolo, il roburmatto ha ritrovato un entusiasmo irrefrenabile, quello che viene bene per masticare, dopo tanto caviale e champagne, il pane duro che la B ci propinerà. Magari, senza far passare un'intera nuova stagione prima di provare a rimuovere quei macigni che, nonostante l'iscrizione, continuano a pesare sulle spalle della Robur e a render precario il futuro. Non siamo autorizzati a dimenticare, noi che alla Robur vogliamo bene davvero, che si riparte con  la penalizzazione. Per il momento non c'è che da tuffarci intrepidi nella nuova avventura, che ci vede ai nastri di partenza senza scritte sulle maglie. Possibile? Approntata in tutta fretta e affidata con buon senso a Mario, brianzolo affezionato al quale dobbiamo non poche delle tante soddisfazioni tolteci in serie A e che certo non vorrà fare da parafulmine, la nuova vecchia Robur si è dimostrata subito gagliarda e promettente. Diciamocela tutta: potendo tenere i migliori, sarebbe già pronta per dar battaglia per la promozione. Quest'ultima è però parola tabù, e fa bene sempre il buon Mario a parlare, davanti ai microfoni, di salvezza. Anche perchè la cadetteria è l'ultimo dei paracaduti possibili per la società. Come si vede, i problemi societari, che vorremmo scacciare dalla porta in questa febbrile vigilia, si riaffacciano dalla finestra. Comunque sia, si è già vista una discreta Robur, e con un centrale di esperienza e un'alternativa a Paolucci saremmo più o meno a posto. Certo, quante ne giocherà D'Agostino? E per Mannini, cosa augurarsi? Se alla chisura del mercato qualche pezzo da novanta sarà rimasto sul libro paga, sarà il caso di considerarlo abile e arruolato. Quanti ne farebbe in B Emeghara? Con lui ci avvicineremmo a quel patrimonio di reti necessario per tentare l'impresa. La B, si diceva, è un bagno di sangue. Torneo estenuante, talmente lungo che molte squadre vanno su e giù per la classifica come sulle montagne russe. Vedere per credere l'ultimo Novara, dalla possibile retrocessione al quasi ritorno in A, ma anche le imprese di compagini non proprio irresistibili, come il Livorno dell'ottimo Spinelli (ecco un modello di gestione da tenere d'occhio, che ci mette del suo e non spreca, altro che le prese in giro di questi anni su Udinese ed Empoli), che con poco è ritornato nella massima serie. Fare pronostici pare un esercizio velleitario, di quelli che vanno bene sotto l'ombrellone, fra un bagno e un cocktail.

Allora conviene andar per fasce. Nella prima vanno le più attrezzate, quelle che dichiaratamente o meno potrebbero tentare il grande salto. Palermo è la grande decaduta, la piazza che i media rivorrebbero subito in A dimenticando che è precipitata esclusivamente per propri demeriti. Zamparini, per nulla scottato dalla retrocessione, si è inventato Gattuso allenatore, che promette di far ringhiare il Barbera, ma è tutto da scoprire come coach. Certo l'organico lo aiuterà: a difendere  Sorrentino, che in molti volevano in A, ci sarà anche Claudio Terzi, mentre nel mezzo Bolzoni farà legna alle spalle degli attaccanti, che rispondono ai nomi di Hernandez, Dybala e Di Gennaro. Più o meno a questi livelli il Novara, che ci riproverà trascinato da quel Gonzalez che non sarà da A, come noi ben sappiamo, ma in cadetteria ha presto ripreso a far sfracelli. A disposizione di Aglietti un gruppo ben equilibrato e di qualità in tutti i reparti, con un centrocampo talentuoso (Rigoni, Buzzegoli, Lazzari) e un attacco forte anche del vecchio Rubino e di Comi, che molto ha segnato nella passata stagione con la maglia della Reggina. Si è rifatto ambizioso anche Gino Corioni da Brescia, con Giampaolo in panca, che non indulge all'allegrezza ma assicura un abbottonato 4-4-2. A puntellare la difesa infatti è arrivato Massimo Paci, che molto ci avrebbe fatto comodo. Assieme al veterano Zambelli formerà una delle migliori coppie di centrali difensivi. Budel, Scaglia e Oduamadi agiranno alle spalle di Corvia e Caracciolo, altra coppia da una trentina di reti. Non male il Pescara, che dopo la comparsata in A dell'ultima stagione, ha deciso di affidarsi ai giovani ma anche a qualche importante conferma. Le ambizioni di pronta risalita sono rivelate dalla scelta del coach, Pasquale Marino. I delfini presentano l'esperto Pelizzoli fra i pali, Nielsen e Bjarnason in mezzo al campo, e in attacco, accanto a Sforzini, uomo di categoria, l'estroso Cutolo e Piscitella. Anche a La Spezia ormai hanno preso le misure alla categoria e ha rivoluzionato la rosa dopo le delusioni della passata stagione. Stroppa, in cerca di rivincite, potrà contare sul portiere dell'Under 21, Leali, Lisuzzo, centrale difensivo di esperienza e sostanza proveniente da Novara, Sammarco e Rivas a centrocampo, mentre in attacco Ebagua farà reparto con l'ottimo Sansovini. Stabilmente in zona play off in questi anni, il Varese, con l'esordiente Sottili, si avvarrà dell'esperto Bressan fra i pali, dei veterani Corti e Zecchin a centrocampo ai quali darà manforte Manuele Blasi, pezzo forte del mercato dei biancorossi, mentre in attacco agli stagionati Neto Pereira e Ferreira Pinto si è aggiunto l'ex crotonese Calil, una nostra vecchia conoscenza di passaggio.

Occhio al Modena di Novellino, che potrebbe essere la grande sopresa. I canarini sono al decimo campionato consecutivo in cadetteria, dove li cacciò la Robur con l'impresa che ci valse la prima salvezza in A (ricordate il goal di testa di Taddei su corner?). L'allenatore è un lusso per la categoria e già nella seconda parte dello scorso torneo era riuscito a rivitalizzare i gialloblu. In difesa spiccano il portiere Manfredini e l'esperto Zoboli, mentre a centrocampo molto si conta sugli estri dell'ottimo Signori, di Dalla Bona e di Salifu, arrivato da Catania. Sull'out spingerà Garofalo, girato ai canarini dal Siena dopo l'esperienza spezzina. Interessante il reparto avanzato, con Mazzarani, Surraco, Babacar e Stanco. Siamo alla seconda fascia. Si tenta il rilancio anche a Reggio Calabria, dove è tornato Atzori, che da quelle parti già approdò ai play off. La compagine granata presenta molti giovani, assieme a qualche uomo di esperienza e di comprovata qualità, come il centrocampista Barillà, e gli attaccanti Di Michele e Cocco. Il Padova è reduce da diverse delusioni. La sua migliore stagione si arenò ai play off nell'anno in cui la Robur volò in A. Marcolin può contare su un discreto organico, i cui punti forti sono Modesto in difesa, Cuffa nel mezzo, Vantaggiato e Raimondi in attacco. A fari spenti, come di consueto, lavora l'Empoli di Sarri, trascinato nell'ultima stagione sino alla soglia del sogno grazie ai goal di Maccarone e Tavano, ben imbeccati da Saponara. Del trio di quelle meraviglie sono rimasti solo i due navigati attaccanti. Una coppia così in B continua probabilmente a non avercela nessuno. Non male anche la struttura complessiva della squadra, con i giovani della difesa e i più esperti centrocampisti Moro, Croce e Valdifiori. Da Torino è giunto il promettente Verdi, che tenterà di non far rimpiangere Saponara proiettato al Milan. Dopo la paura dell'utlimo campionato, il Cesena cercherà di stabilizzarsi. Il confermato Bisoli dispone di un buon gruppo, seppur privo di eccellenze. Campagnolo fra i pali, De Feudis e Manuel Coppola a battagliare nel mezzo, Succi e Granoche a finalizzare in attacco. Anche la Ternana nutre delle ambizioni. Le fere, che in noi roburmatti evocano ricordi remoti ma non proprio piacevoli (quel giorno in cui Papadopulo mise Argilli su Miccoli…), guidate dal buon Toscano, hanno un manipolo ben rodato e agguerrito, con punte di eccellenza rappresentate da Zito, Nicolas Viola, Nolé, Antenucci e Ceravolo. Si prevede un altro buon campionato.

La terza fascia compete per forza alle squadre che potrebbero essere più o meno seriamente invischiate nella lotta per la salvezza. Il Bari, sempre devastato dagli scandali calcistici, partirà con lieve penalizzazione. Peggior segnale è giunto dal cambio in corsa di tecnico. Gautieri non se l'è sentita ed è subentrato Alberti, che potrà contare, fra gli altri, su Defendi, Romizi, Fossati e soprattutto sui goal di Caputo, che di questi tempi è divenuto il nuovo idolo di Bari vecchia. Il Crotone ha ceduto i pezzi pregiati ma ha pur sempre affidato a Drago, crotonese doc, un gruppo non fra i più poveri. Concetti a difesa dei pali, Del Prete sulla fascia, Crisetig e Galardo in mezzo, Pettinari (altro ex) e De Giorgio in attacco. Sarà la nostra prima avversaria, ed evoca ricordi fausti (anche una Coppa Italia di serie C alzata da Capitan Mignani al Rastrello). Da nove stagioni sulla panca, Foscarini è la vera garanzia del Cittadella, che riesce sempre a salvarsi e a vendere (bene) i pezzi pregiati. Una pattuglia di giovani, illuminati da Di Roberto, l'uomo di maggior talento, chiamati all'ennesima impresa. Quel marpione di Piero Braglia ha trascorso un'estate agitata sulla panca della Juve Stabia, per la sostanziale mancanza di mercato in entrata. Il pezzo forte sembra essere l'esterno ex napoletano Vitale. Si prospetta un campionato in salita. Proverà a ripetersi anche il Lanciano affidato a Marco Baroni, che si aggrappa a Troest in difesa,  al centrocampista Minotti, agli attaccanti Piccolo e Gatto. D'obbligo inserire in questa fascia le matricole.

A Latina torna la B dopo oltre mezzo secolo, a spese del Pisa. Gaetano Autieri, oltre che sull'entusiasmo, cercherà di far leva su Iacobucci fra i pali, Jefferson e Chiricò (inseguito anche dalla Robur) in attacco. A Trapani sognano soprattutto il derby con il Palermo, ma il tecnico Boscaglia ha ottenuto Terlizzi, che dopo aver soppesato i dobloni ha sciolto l'estenuante riserva. Affiancherà in difesa Martinelli. Da tener d'occhio anche l'esterno Ciaramitaro e l'attaccante Djuric. Ad Avellino, dove invece si sogna di rinverdire i fasti dei tempi del mitico patron Scibilia e di Juary, che danzava attorno alla bandierina, Massimo Rastelli farà affidamento soprattutto sui goal di Castaldo, già artefice della promozione. Infine il Carpi, ancora fra i dilettanti quattro stagioni orsono ma proprio per questo matricola fino a un certo punto. Ha alle spalle un prestigioso marchio di abbigliamento. Affidata a Stefano Vecchi, la compagnie è stata rivoluzionata ed ha i punti di forza in Pesoli, nell'esterno Di Gaudio e nell'attaccante Cani, prelevato dal Catania. Vi ricordate quando D'Ainzara segnò ai biancorossi quasi da metà campo? Che tempi…

Insomma ci aspetta una bella sfacchinata su è giù per lo stivale, con atlante e manuale del calcio  nella dotazione d'ordinanza del perfetto roburmatto. Che la sorte ti arrida oltre ogni previsione, dopo tante traversie ed offese, cara vecchia Robur, che ti ripresenti in cadetteria come nobile decaduta, ma pur sempre fiera, accompagnata dal nostro calore (paolo soave).