La Robur tra chiacchiere, indiscrezioni e speranze

È uno scenario strano, quello in cui sta vivendo la Robur. Da una parte il campo, con una squadra che due mesi fa era in testa al campionato e adesso, dopo 13 punti in 12 partite, è scivolata fuori dai playoff per un mix di limiti, stanchezza e sfortuna, ma che non è stata mai abbandonata dai tifosi, a cui è piaciuto fin da subito lo spirito battagliero dato ai suoi da Pagliuca. Dall’altra una società che dopo le disponibilità dei primi tempi (il cambio di denominazione sociale, la volontà di acquisire il marchio storico, la riapertura della gradinata…) si è ammutolita, bloccando interviste esclusive ai suoi tesserati (pure nel momento migliore, quando il Siena entusiasmava) e rifiutando l’incontro con i tifosi dopo l’acquisizione del Legnano.

Ma quando scegli la strategia del silenzio spiani la strada ai pettegolezzi, alle voci, alle indiscrezioni. Che parlano di incertezza, di difficoltà economiche, di piccole crepe di un progetto ancora agli arbori. “Ci tenevo a smentire queste chiacchiere che si sentono in giro – ha detto Guido Pagliuca, di sua iniziativa, dopo il pari col Fiorenzuola – abbiamo un presidente che tra mille difficoltà cerca di non farci mancare niente. È entrato in una società pesante a livello di costi. Il 16 ci sono le scadenze e sicuramente pagherà gli stipendi a staff e giocatori”.

La speranza è che le parole dell’allenatore trovino conferma, che la Siena bianconera possa trascorrere delle vacanze serene, pensando al mercato e a un girone di ritorno che offre buone possibilità di divertimento. Venerdì sarà la data chiave per capire bene la situazione. Passeremo questi quattro giorni con trepidazione, attendendo la lieta notizia del 16 dicembre. Che poi il pagamento degli stipendi sarebbe un atto dovuto, ma a Siena ormai siamo abituati a prenderlo come una gentile concessione (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol