La Robur è ripartita

Mancano solo due gare, ma il Siena c’è e questo fatto innanzitutto ci inorgoglisce. Un gruppo di uomini, prima che giocatori, sta dando tutto per un traguardo che avrebbe dell’inimmaginabile, nonostante i problemi societari, sempre più gravi, e tanta sfortuna. Le due vittorie consecutive con Reggina e Latina hanno rinfocolato le speranze di play off. Grazie ai 58 punti fin qui ottenuti, il Siena ha raggiunto l’ottavo posto, ma le prossime due partite potrebbero portare anche qualcosa di più. Padova e Varese non sono fulmini di guerra anche se stanno lottando per la sopravvivenza. Miglior occasione non potrebbe ripresentarsi. Oggi arriva la più grossa delusione del campionato (insieme al Brescia). I veneti erano partiti con ben altre ambizioni, dettate anche dalla rosa di grandi nomi. Il campionato, invece, li ha visti protagonisti sì, ma in negativo, e oggi paiono avviati a una retrocessione che avrebbe dell’incredibile. Non dobbiamo fidarci, però, visto che a volte la disperazione può essere un fattore determinate. La rosa del Padova presenta nomi importanti per la categoria: gente come Rocchi, Vantaggiato, Modesto, Pasquato, seppure deludenti nell’annata, sono da prendere sempre con le molle. Il Siena non deve far altro che mantenere il ritrovato spirito e lo stato di forma visto a Latina dove abbiamo mostrato una delle migliori prestazioni dell’anno, nonostante qualche assenza importante.

Gli aggettivi per Beretta e i suoi ragazzi stanno esaurendosi. Quanto abbiamo potuto vedere a Latina è un segnale inequivocabile della voglia di vincere. Lo spirito di questo grande gruppo è stato sintetizzato benissimo da Rosina, che ha dedicato la splendida rete a quelli in panchina, come fossero stati anche loro protagonisti della vittoria. Una dedica che la dice lunga sull’unità del gruppo e che dovrebbe far riflettere chi vorrebbe spazzare via il calcio dalla nostra città. A volte, anche lo sport può servire per risalire la china, dopo le sciagure degli ultimi anni. Il Siena e la Mens Sana lo stanno ampiamente dimostrando e per questo non possiamo permetterci il lusso di lasciarle sparire.

Antonio Gigli

 

Fonte: Il Fedelissimo 25/5/2014