La Robur incontra le Contrade

Nella sala stampa dello Stadio "A.Franchi" si è tenuto questa sera un incontro tra il Presidente della Robur Antonio Ponte e il mondo delle Contrade. All'incontro hanno preso parte Priori, Presidenti di Società, responsabili dei gruppi sportivi e gli Addetti ai Piccoli. In rappresentanza della società, anche i membri del CDA ingegner Pietro Mele e dottor Fabio Caselli. Presente anche l'allenatore Gianluca Atzori con una folta rappresentanza di calciatori. Al termine del discorso del Presidente Ponte, nella sala hospitality, ricchissimo buffet offerto a tutti gli ospiti intervnuti.

Questa una sintesi dell'intervento del Presidente Ponte. 

"Grazie per essere qui. Già il fatto che abbiate accettato il mio invito è per me un motivo di grande soddisfazione. Noi siamo il Siena. Ci siamo guadagnati sul campo la certezza di essere una realtà che si batte per difendere l’onore di questa città. Come le nostre meravigliose contrade che invece lo fanno da sempre.
Vorrei cominciare dicendo a tutti voi che… è un fatto innegabile che fra i motivi che mi hanno riportato a Siena ci sia stato il ricordo indelebile di una magnifica giornata di sport che risale ormai a più di quindici anni fa.
Correva l’anno 1999, il 12 dicembre si disputava la quattordicesima di andata. Il Siena aveva cancellato l’onta del ko interno con Il Cittadella con un filotto di quattro vittorie e un pareggio. A coronamento di quella rincorsa, NOI, tutti insieme, fummo capaci di portare a Ferrara per la gara che ci vedeva scendere in campo contro la Spal, ventun pullman, uno per ciascuna contrada; e qualcuna ne allestì più d’uno. Quell’evento superò grandemente l’importanza del risultato sportivo che ci vide vittoriosi grazie a una rete di Pagano. Se ne parlò in tutta Italia e fu una testimonianza unica di come, anche nell’incitamento sportivo, Siena fosse capace di imporre uno straordinario modello di partecipazione e appartenenza. Sentirmi al centro di questo entusiasmo ha segnato per sempre la mia vita. Sabato prossimo saremo nuovamente a Ferrara e avrei voluto ripetere questo evento, ma la burocrazia come sapete ce lo impedisce. Il fatto di sapere con scarso anticipo il giorno e l’ora della partita più la tessera del tifoso, impedisce che per un giorno si diventi tutti tifosi fuori dalle mura della nostra città. Oggi, tuttavia, vi ho riunito tutti qui perché la mia voglia di esprimermi tramite la senesità, la mia voglia di contrade, l’entusiasmo che tutto ciò è capace di provocarmi, è un bisogno per la squadra di calcio di Siena. Ed è un bisogno per quei ragazzi che ogni domenica vestono le casacche bianconere. La nostra Robur rappresenta la città di Siena in un sport importante come il calcio ma senza l’appoggio e la partecipazione delle contrade è molto meno di quello che potrebbe essere. Io vedo il Siena come una casa comune con diciassette stemmi e vi invito a pensare se tutto quello che facciamo, possa sposarsi con il vostro continuo impegno sui giovani e il sociale. Siamo aperti e disponibili a dialogare quotidianamente su questo. Stesso discorso per gli eventi che sono la vita pulsante delle contrade: le iniziative che potremmo fare insieme sono quelle già praticate in passato, ma sono anche quelle che da questo momento ci potranno venire in mente. Faccio alcuni esempi: Essere tra di voi almeno un giorno a settimana per conoscerci o ritrovarci a vicenda. E non parlo solo di far cena insieme, ma anche di visitare quei preziosi musei in cui sono conservati pezzi di storia ed entusiasmo. I nostri ragazzi arrivano dalla Puglia, dalla Sicilia o dalla Pianura Padana: per loro sarebbe un'esperienza straordinaria per fargli vivere l'autentica senesità. Far disputare a campo ridotto partite inaugurali ai nostri cittini, dando loro l'emozione di calcare l’erba del Rastrello. Magari un vero e proprio torneo che ci accompagni di qui alla fine dell’annata agonistica. Vorrei offrire alla squadra vincente un’esperienza unica. Quella di far visita alla Scuola Calcio di una delle grandi d’Europa, magari lo stesso Barcellona. Far disputare la partitella infrasettimanale alla prima squadra contro una selezione dei vostri giovani, con indosso i colori della propria contrada. Trovare le forme per far accedere allo Stadio Franchi gruppi di contrada a un prezzo sociale. Il gran tifo mette paura ai nostri avversari e le ali ai giocatori bianconeri. Qui si tratta di avviare un vero patto di alleanza fra la Società e la città rappresentata dalla sue contrade. Un patto per il quale oggi vi chiedo di costituire un comitato permanente che possa permettere di studiare insieme le soluzioni più consone e a maggior contenuto valoriale. 
Questa sera ho imposto ai miei collaboratori di indossare la tessera di riconoscimento ufficiale che vi permetterà di riconoscerli per il loro nome e la loro funzione. Parlatene con me o con loro. Mi sono ormai da tempo accorto che ogni evento è frutto di una volontà e di molta organizzazione. Io questa volontà prometto che ce la metterò sempre, ai miei collaboratori, amici, soci e tesserati il compito di discutere con voi – che siete esempio di logistica e appunto di organizzazione – le modalità e le specifiche di ogni eventuale impegno. A partire da oggi saranno a vostra disposizione per discutere di queste ed altre iniziative. Io stesso sono pronto a sentire ogni proposta e farmi parte operosa della realizzazione di qualcosa di nuovo. 
Ringrazio il nostro allenatore Atzori ed i giocatori presenti per il fatto di aver voluto esser qui anche loro stasera per salutarvi.
Concludo con l’invito a passare nella sala hospitality e con la proposta di un brindisi. Che non può essere quello che… A voi, a Siena, alla Robur!!!"

Fonte: Robur Siena