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La Robur e il futuro del settore giovanile. Pierangioli: “Ho parlato con Englund e ho trovato una persona molto competente”

Tra i punti chiave del nuovo Siena degli imprenditori svedesi c’è il settore giovanile, ripartito quest’anno grazie a Gill Voria e Roberto Pierangioli. Il quale, ospite di “Al Club con la Robur” assieme ad Argilli, ha spiegato di aver incontrato Patrick Englund per approfondire la questione. “Premetto che non conosco la vecchia proprietà, e che sono stato chiamato in corso d’opera – sottolinea Pierangioli – abbiamo deciso di lavorare su ragazzi sotto età e di fare campionati provinciali, per non intaccare i regionali ed evitare di scontrarsi con le società del territorio. È chiaro che se andiamo ad intraprendere una determinata strada, questo settore deve essere implementato e migliorato”.

“Ho parlato con Englund e ho trovato una persona molto competente come se ne trovano poche in giro – aggiunge il responsabile del vivaio bianconero – gli ho chiesto quale è il loro parametro, cosa vogliono fare e come lo vogliono realizzare. È fondamentale che la società tracci una strada”. Pierangioli ha spiegato il progetto avviato quest’anno, il metodo di lavoro sperimentale che non prevede viceallenatori. “Sono gli stessi allenatori a fare i collaboratori tra di loro, questo permette di avere un confronto in campo quotidiano, di conoscere tutti i ragazzi e avere meno margini di errore in fase di valutazione. È una cosa che all’inizio non piaceva ma adesso sì”. “L’ho spiegata a Patrick – prosegue Pierangioli – questo è il nostro sistema, con tanto di staff sanitario, preparatori. Chiaro che è un costo più alto rispetto a un normale settore giovanile, sta alla società decidere se continuare su questa linea. La sensazione è questa”.

Nel dibattito si è inserito anche Stefano Argilli, dall’alto della sua esperienza da responsabile tecnico del settore giovanile della Robur, ruolo adesso occupato da Voria. “Siena ha delle criticità che riguardano le strutture, tutto il resto è lavoro quotidiano, che comprende anche l’interfacciarsi con le società del territorio – le sue parole al Fedelissimo Online – se la nuova società ha la volontà di allargarsi col giovanile ha già all’interno delle persone competenti per farlo. Serve disponibilità economica, perché non si fa un settore giovanile senza investire, e l’investimento non paga nei primi 2-3 anni. È un buon termometro per capire quanto vuole stare una proprietà in città. Se spende risorse per il settore giovanile ci sono buoni presupposti. Sappiamo quanto è funzionale il settore giovanile dell’Empoli, sappiamo anche che lì c’è lo stesso presidente da 30 anni”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol