Il campo in sintetico da poco rinnovato, unico “lascito” positivo dell’Ac Siena, da un lato; il terreno in erba, che domenica riaccoglierà la squadra locale, dall’altro. Nel mezzo una tribuna da 120 posti, che va a colmare un vuoto lasciato 15 anni fa, quando l’abbattimento della struttura sul versante opposto dette il là ai lavori per il nuovo centro sportivo della Robur. Che mentre in campo con Antonio Conte veleggiava verso la A, fuori tentò il “sogno proibito”, una cittadella che forse avrebbe tenuto a galla la Siena del calcio una volta scoppiata la bolla.
Era il 2010. La giunta comunale approvò la convenzione con Siena e Asta per la gestione degli impianti sportivi, a fine anno partì il cantiere che prevedeva anche altri campetti per la scuola calcio, dove adesso c’è l’argine dell’Arbia. “Dopo circa un anno si fermò tutto. Nessuno pagava e le ditte se ne andarono”, ci racconta Dino Buzzegoli, presidente dell’Asta 2016, l’associazione che gestisce il settore giovanile arancioblè. Per l’Asta iniziò un lungo peregrinare e la prima squadra, paradossalmente, cominciò la sua scalata nel calcio dilettantistico. Vinse la Seconda Categoria giocando a Pianella e allenandosi in un campo gestito dalla parrocchia locale, in Promozione si spinse fino a Monteroni ed Asciano. Più sofferto il viaggio di bambini e ragazzi del vivaio: Casetta, Castelnuovo Berardenga, Geggiano, San Gusmè… “Quando siamo tornati nelle nostre strutture siamo cresciuti tantissimo. Adesso abbiamo 12 squadre e circa 270 ragazzi, più i tesserati della Juniores e della prima squadra”, aggiunge Buzzegoli.
L’impianto di Taverne è tornato nel 2015 (amministrazione Valentini) in mano al Comune, che ha avviato un percorso di recupero arrivato oggi quasi al termine grazie a fondi comunali ed europei. “Il centro sportivo di Taverne ha un’importanza fondamentale per il quartiere e non solo, accogliendo anche tanti bambini e ragazzi da altri luoghi”, ha sottolineato il sindaco Nicoletta Fabio, presente stamattina all’inaugurazione dei nuovi spogliatoi – 1,1 milioni tramite Pnrr – e due nuove tribune (200mila euro tramite fondi comunali): quella più grande da 120 posti per il campo in erba naturale (che domenica tornerà ad accogliere la prima squadra, che finora giocava in casa al Bertoni); quella più piccola da 56 posti per il campo in sintetico dedicato alle giovanili.
“Il quartiere sta cambiando in meglio – interviente Lorenzo Di Renzone, presidente dell’Asta Taverne, la società che ha in mano prima squadra (attualmente in Eccellenza) e Juniores – e il nostro impianto penso possa diventare un fiore all’occhiello della città, dove si fa veramente calcio. A Siena c’è mancanza di strutture. Servono impianti moderni, serve renderli vivi e farli anche fruttare economicamente”.
“Nei prossimi messi attiveremo un terzo cantiere che prevede la recinzione di tutta la struttura, l’efficientamento energetico dell’illuminazione e un parcheggio”, aggiunge l’assessore all’edilizia sportiva del Comune di Siena, Lorenzo Loré. Manca poco, insomma, alla chiusura del cerchio. “La ferita aperta nel 2010 si sta cicatrizzando, le tante difficoltà appartengono al passato”, sospira Buzzegoli. E se un domani il Siena tornasse nuovamente a bussare alla porta dell’Asta? “Risponderemo con un no grazie. Assolutamente. Allora fummo quasi costretti, stavolta..”. (Giuseppe Ingrosso)
Fonte: Fol
