La Repubblica: Siena, senza banca non si gioca lo sport ora rischia il fallimento

AAA qualche decina di milioni cercasi (e in tempi strettissimi) per salvare dal crac lo sport di Siena. Le sponsorizzazioni d'oro del Monte Paschi «250 milioni in dieci anni, troppi» sentenzia tranchant l'ad della banca Fabrizio Viola-non ci sono più. Rocca Salimbeni, salvata da 4 miliardi di aiuti pubblici, ha chiuso i rubinetti. E visto che "senza lilleri – come sanno bene sotto la Torre del Mangia -un si lallera", per Siena Calcio e Mens Sana è arrivata l'ora del redde rationem: i bianconeri di Massimo Mezzaroma – orfani dei soldi Mps e bombardati di cartelle dall'Agenzia delle entrate – hanno bisogno «in modo imprescindibile» di 15milioni «per garantire liquidità alle attività», come certifica la delibera di aumento di capitale appena varata. Quattrini necessari per dribblare la richiesta di fallimento in discussione in tribunale a maggio. I biancoverdi del basket, 7 scudetti nell'ultimo decennio grazie ai 10 milioni versati ogni anno dal Monte, sono oltre questa soglia: nei conti c'è un buco di 5,4 milioni, la Finanza ha contestato 23 milioni di evasione fiscale. E il club è in mano a un commissario liquidatore, con il rischio (serissimo) di azzerare ottant'anni di storia e iniziare il prossimo campionato dalle serie minori.

«Nessuno potrà cancellare i successi del passato – dice il sindaco Bruno Valentini -ma dobbiamo rassegnarci: c'è un grande divario tra quello che siamo stati e quello che potremo essere». A Siena qualcuno prova ancora a illudersi che non sia così. Più che il panem, quando si è tifosi, contano i circenses e su questo fronte il barometro segna bel tempo: la squadra di Mario Beretta, nonostante i sette punti di penalizzazione figli dei guai finanziari, ha i play-off di Serie B nel mirino. La Mens Sana ha metabolizzato l'addio – questione di soldi, ovvio – a Daniel Hackett ed è in corsa per scudetto ed Eurocup. «Io con i ragazzi parlo solo di quello che succede nei 15 metri per 28 del campo – spiega l'allenatore Mario Crespi- e le cose funzionano».

Perché allora non continuare a sognare? Perché fuori dal parquet e dall'Artemio Franchi ci sono quasi solo macerie: sul tavolo del commissario del basket Egidio Bianchi, oltre alla voragine nei conti, c'è il rapporto di 127 pagine delle Fiamme Gialle-nome in codice "Operazione Timeout" – che elenca impietoso decine di contratti «posti in essere per occultare compensi ai giocatori e fatturazioni sovrastimate per diritti di immagine». Un'inchiesta che è solo agli inizi e rischia di dare il colpo di grazia alla squadra. Ferdinando Minucci, ex presidente-simbolo della Mens Sana, non parla («il liquidatore ci ha vincolati alla riservatezza») e si prepara a traslocare al vertice di Lega Basket. «Come Giuseppe Mussari, saltato dalla nave che affondava – il Monte Paschi- alla poltrona dell'Abi», dicono le malelingue in Piazza del Campo. Che fare? «La soluzione è solo una dice Valentini- Separare la squadra dai debiti e trovare un compratore». Sperando che Gianni Petrucci e il Coni chiudano un occhio sulla norma federale che prevede la perdita del titolo sportivo – leggi la retrocessione di un paio di serie – perle società commissariate.

Le cose vanno appena meglio nel calcio. Da tempo i bianconeri faticano a pagare stipendi e contributi. Anche in queste ore, dopo l'ennesimo avviso bonario di Equitalia, sono in lotta contro il tempo per trovare i soldi (1,5 milioni) necessari a saldare le pendenze di giugno 2013. «Siamo in trincea spiega Mezzaroma – in pochi mesi ci sono mancati 8 milioni annui da Mps (più di quanto la Wind pagava alla Roma, ndr) e 16 milioni di diritti tv causa retrocessione». Un gruppo di creditori – la galassia Ac Siena ha una cinquantina di milioni di debiti ha presentato istanza di fallimento. «Facciamo grandi sacrifici dice il presidente, fresco di presentazione del piano da 75 milioni per il nuovo stadio ma tutti gli sforzi rischiano di fallire per una mal compresa volontà di veder sparire il calcio cittadino». Chi ha orecchi per intendere, intenda. «Ci sono imprenditori interessati a rilevare la società – assicura Valentini, Mezzaroma non può legare le sorti della Robur all'ok del Comune per lo stadio. Pensi piuttosto a mettere un po' più di soldi nella società!».

Se le polemiche avessero valore commerciale, la Siena del dopo-Mps navigherebbe nell'oro. E salvare le due squadre non sarebbe un problema. Purtroppo non è così. Il ciclone Mps ha travolto tutta la città. «Spero che dopo la ricapitalizzazione a maggio il Monte Paschi torni ad aiutare Mens Sana e Robur» auspica il sindaco. Sarà dura. Viola, ancora scosso dalla pesante contestazione dei tifosi bianconeri alla cena della Pantera dell'ultimo Palio dichiarò: «La banca ha un impegno con la Ue e il capitolo sponsorizzazioni si riaprirà dopo il 2017 – spiega – nel frattempo cercheremo di sostenere lo sport dilettantistico e giovanile». Calcio e basket senesi dovranno fare i conti (ahimè durissimi) con questa realtà. Imparando – a che prezzo si vedrà a fare a meno dei lilleri dell'Mps.

Fonte: La Repubblica