La regia di Pieroni e la mano di Dal Canto. L’Arezzo sogna in grande

La Robur torna dalla doppia trasferta di Pontedera con tanti rimpianti e con la consapevolezza di aver sciupato due ghiotte occasioni. Domani arriva la terza sfida nell’arco di una settimana, e il match è di quelli di cartello: il derby con l’Arezzo non è mai una sfida qualunque, e questo incontro assume connotati ancor più significativi se ci si sofferma sulle attuali posizioni di classifica delle due squadre. Gli amaranto si trovano a battagliare con le grandi di questo raggruppamento un po’ a sorpresa, non tanto per il valore della rosa quanto piuttosto perché immaginarsi una situazione di questo tipo qualche mese fa sarebbe stato a momenti utopistico. Inutile nascondersi: la posta in palio è alta e il derby può essere un trampolino di lancio per chi riuscisse a farlo suo.

Inizio al top – Dal punto di vista sportivo, questa è da considerarsi la prima vera stagione dell’Arezzo sotto la gestione di Giorgio La Cava. L’imprenditore perugino, dopo essere riuscito nell’impresa di salvare una società sull’orlo del baratro, ha ridato stabilità al Cavallino ed i buoni risultati che la sua guida ha portato sono serviti a restituire quella serenità all’ambiente che inevitabilmente ha finito per ripercuotersi in maniera positiva anche sulla squadra. Buona parte del merito va però attribuita ad Ermanno Pieroni: il deus ex machina amaranto, tornato ad Arezzo dopo i fasti della Serie B, non ne ha sbagliata una dal suo insediamento e ha saputo dimostrarsi una volta di più una certezza in fatto di talent scout. L’ex direttore dell’Ancona sta anche vincendo la scommessa Dal Canto, tecnico che ha voluto fortemente e dal quale sta venendo ripagato. Il trainer nativo di Castelfranco Veneto ha saputo inserire alla perfezione nei suoi schemi i giocatori che la proprietà gli ha messo a disposizione ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti; quaranta punti fatti, terza miglior difesa e tre sole sconfitte subite. Numeri di chi ha le carte in regola per stazionare nei quartieri alti.

Exploit – Il lavoro di Dal Canto ha confermato quanto di buono fatto da Pieroni in sede di allestimento. La scommessa vinta è stata di gran lunga quella su Buglio; il classe ’99 aveva già lavorato con l’ex tecnico del Venezia nella Primavera dell’Empoli e si è imposto come una delle migliori mezzali del girone (sei reti all’attivo). Così come Basit, che nonostante le tre espulsioni rimediate nel girone di andata, ha attirato su di sé numerose sirene dalla Serie A, tanto da sostenere in questa sessione invernale le visite mediche con il Genoa; l’affare alla fine non si è fatto perché – a detta di Pieroni – il milione offerto dai rossoblu non rappresentava un’offerta congrua al valore del giocatore. Per monetizzare si attenderà l’estate. Sopra le righe fin qui anche la stagione dei due centrali Pelagatti e Pinto e del numero uno Pelagotti: se quella amaranto è una delle difese meno battute molto del merito è loro. Bene gli inossidabili Foglia e Cutolo, mentre le altre intuizioni vincenti di Pieroni si chiamano Sala e Brunori: il primo ha già estimatori in categoria superiore, il secondo ha trascinato gli amaranto con la sua personalità e la sua vena realizzativa sotto gli occhi interessati del Parma, proprietario del suo cartellino.

Tante uscite – Vista l’ampiezza dell’organico, Pieroni e il DS Testini in questa sessione di mercato si sono concentrati prevalentemente sullo sfoltire la rosa. Hanno salutato Mosti, Stefanec e Njie, tornati ai rispettivi club di appartenenza, mentre il neo bianconero Melgrati e gli ex Danese e Varutti hanno fatto le valigie e si sono accasati in altre piazze. Contestualmente si sono registrate le rescissioni di Cenetti, Belvisi e Keqi. Diverso il discorso di Bruschi a cui è stato rinnovato il contratto e poi girato al Gozzano in cerca di maggiore minutaggio. Nell’operazione con i rossoblu ha fatto il percorso inverso Mattia Rolando, seconda punta che è arrivata alla corte di Dal Canto. È passato in secondo piano l’inserimento di Remedi, centrocampista meno appariscente di altri ma che dà tanta sostanza. Prima del gong sono arrivati anche Sereni, un ritorno, e Butic, promettente attaccante scuola Torino che in questa prima parte di stagione ha avuto poco spazio a Terni.

Dubbi nel mezzo – In vista della sfida con la Robur Dal Canto può fare affidamento su praticamente tutti gli effettivi. Conferma per il 4-3-1-2. Nessun dubbio sul reparto arretrato: coppia centrale formata da Pelagatti e Pinto, a destra Luciani e a sinistra Sala a comporre la linea difensiva che farà da schermo a Pelagotti. I dubbi maggiori sono in mezzo al campo, dove l’unico sicuro del posto è Foglia. L’ex Maceratese dovrebbe agire da play, visto che Basit non è al top, e con lui dovrebbero esserci Buglio e Remedi, avvantaggiati rispetto a Salifu. Serrotti probabilmente sarà preferito a Rolando tra le linee, davanti ci saranno Cutolo e Brunori.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2): Pelagotti; Luciani, Pelagatti, Pinto, Sala; Remedi, Foglia, Buglio; Serrotti; Brunori, Cutolo.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol